una vicenda che fa pensare, di rosario sorace

Verità per il caso Manca

Cronaca   Giovedi, 13 febbraio 2020

Ogni giorno e ogni momento Angela Manca madre di Atllio grida al mondo il suo dolore, la sua indignazione, la sua sofferenza, per la mancata verità sulla morte di suo figlio Attilio. Attilio Manca venne ritrovato senza vita 16 anni (il 12 febbraio 2004) a Viterbo, con il volto tumefatto e nel braccio sinistro due fori di siringa, mentre a terra due siringhe senza impronte. In quelle siringhe vi era contenuta una miscela mortale a base di eroina. La prima pista che si segui fu quella del suicidio o dell'accidentale morte di un tossicodipendente. Attilio Manca, medico brillante, specialista in urologia con un grande futuro professionale davanti a sé secondo gli inquirenti si " è tolto la vita”.

Ma questa tesi venne totalmente contestata dai genitori. Infatti Attilio Manca era mancino, come avrebbe potuto iniettarsi la siringa di sostanza letale nel braccio sinistro? Poi le siringhe ritrovate a terra non contengono nessuna sua impronta digitale. Allora forse chi si vuole suicidare si preoccupa di indossare dei guanti o ripulire le siringhe? Mentre nel frattempo affiora un'altra verità sulla morte di Attilio Manca che secondo cinque “pentiti” sarebbe una vittima di mafia. Infatti qualche mese prima della morte della morte del medico , Bernardo Provenzano, il boss della cupola di cosa nostra, venne operato alla prostata a Marsiglia, in Francia. Guarda caso negli stessi giorni si trovava nella città Attilio Manca. Secondo diversi pentiti per tutto ciò viene contattato il valente chirurgo urologo Attilio.

Da lì il viaggio di Manca a Marsiglia, confermato anche dalle intercettazioni telefoniche effettuate emergerebbe che Provenzano fosse stato curato da un medico italiano lì a Marsiglia. Dal punto di vista giudiziario il viaggio di Provenzano e della sua operazione a Marsiglia è stata ampiamente accertata per via giudiziaria. Dal ritrovamento del cadavere del figlio Angela Manca, il marito Gino ed l'altro figlio Gianluca, da sedici anni chiedono che si indaghi ancora per conoscere la verità sulla morte di Attilio.

Sarebbe il caso che la Commissione Nazionale antimafia sentisse in audizione tutti coloro specie nuovamente i pentiti che possono conoscere elementi utili alla riapertura delle indagini e inviare gli atti all'autorità giudiziaria in modo da consentire la richiesta di verità e giustizia per Attilio.

Rosario Sorace.

di Rosario Sorace Data: Giovedi, 13 febbraio 2020

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