editoria e "politica"

Meloni a testa in giù?

Politica   Martedi, 8 giugno 2021

Marco Iacona.

 

Le classifiche lasciano il tempo che trovano. Così si dice. L’editoria viene tenuta in vita da pletore di vecchine, giammai demoralizzate. Minigonnate e da Formula1. Vabbé, non che Montale abbia venduto chissà che. Ma Camilleri sì, perdio, e adesso tale Auci che spinge la sciasciana palma ancora qualche metro più in là.

Digerito un Camilleri ce ne pappiamo un altro. Parola d’ordine: Correctness. Necessità oblige. I mezzi di comunicazione esigono un dialogo, si tengono come una casetta di carte; abbiamo stramaledettamente bisogno di eroi solo che il soprascritto di eroi siculi non ne vede proprio. Neanche Franco da Riposto lo era, eroe (e maestro). Per qualcuno solo un errore: parolomane musicalizzato, acconciato da animaletto da giardino, metà filosofista metà arabista. Ma sono certo si sia reincarnato. E tanto gli dovevo.

Chissene” delle classifiche e “chissene” se uno, nessuno o centomila maltrattano la (vendutissima) autobio di Meloni Giorgia, postfascista in carriera, sorellina d’Italia rinnovante speranze, adesso, per camicioni neri scampati al penale, alla miseria, alla lettura. Meloni ha fatto anche cose buone, sta facendo cose buone. Lasciando intendere quanto idiota sia, oramai per esempio, certo “blablare” antifascista. Ha ragione Tarchi, ovviamente. Se vuoi far colpo sulle ragazze, devi però dirti antifà.

A Mussolini andò come sappiamo, Almirante rischiò di finirci a testa in giù, adesso giocano con la Meloni, i coglioni. La ragazzetta di talento ne ha. Parla e parla, scrive e ridacchia delle battute, a lei rivolte; quell’Italia non esiste più, ammesso sia mai esistita. Un’Italia di punitori che si disse fascista “tanto per”. Chi ha capito Pirandello e Ortega non si straccerà le vesti. A meno che il cancro comunista, deserto nicciano, puzzoso, domestico, non colpisca di nascosto. A furia di dargli al fascista (cosa buona e giusta), a furia di vendicarci dei nipotini del duce, ci ritroveremo con Boldrini e Murgia presidente della Camera e bestsellerista. Scegliete voi. E dovremo declinare al femminile con arguzia random: il minchio, la cazza.

Se è femminile o no, lo deciderò io (non è Goebbels).

 

 

 

di Marco Iacona Data: Martedi, 8 giugno 2021

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