E' domenica e in redazione e' arrivata....

Cronache siculopolitiche: Candido Munaf˛ fra i "campioni" del nostro tempo

Politica   Domenica, 9 giugno 2019

Caro Marco,

ormai il Capitano non si ferma più pare che in un giorno per accontentare i suoi fan faccia migliaia di foto insieme a loro battendo il record assoluto di tutti i tempi (moderni!). Che dire di lui solo che è davvero stupefacente come riesca ad avere tanta energia forza motivazione ad aprire continuamente la bocca su tutte le cose di cui si dovrebbero occupare il reconte con gli altri feudatari del regno. Lui deborda abbondantemente assicurando tutti di essere capace di trovare una soluzione alle questioni aperte apparendo ancora una volta come l’uomo della provvidenza. Infatti cita santi mostrando il rosario al popolo invocando il cielo predicando il cambiamento affacciandosi ovunque per declamare con il vocione da oratore espertissimo che la lega se ne frega che il belpaese non annega che con gli eurocrati non lega.

A volte va oltre misura in una sorta delirio di onnipotenza tipico degli uomini di potere dicendo cose paradossali ma speriamo non continuando a fare assurdità non facendo cose brutte non commettendo fatti illegali.

Ma per me caro amico mio questo è una sceneggiatura un tantino insulsa che mi annoia mi scoccia mi stufa simile a tante altre del passato in cui noi comuni mortali siamo chiamati a non fiatare a non dubitare ma solamente ad acclamare. Ho udito l’avvocato del popolo finalmente ringalluzzito precisare a voce alta finalmente che governare il regno è altra cosa sperando di essere ancora ascoltato dai vice regnanti.

Purtroppo il potere sappiamo bene che può dare alla testa poiché si vive come se si fosse sotto l’effetto delle anfetamine non ci si stanca mai non ci si riposa mai non si dorme mai. Si corre in lungoelargo alla ricerca spasmodica di posti poltrone spazi da occupare parlando parlando parlando ma non permettendo a nessuno di manifestare un ben che minimo dubbio o perplessità di sorta. Non ho intenzione di sermoneggiare con il solito filotto moralistico ma consentimi di provare ribrezzo per il futuro che ci aspetta per la coperta troppo stretta che possediamo per l’aggravarsi del malato che comincia ad avere la febbre alta.

Nessuno scatto d’orgoglio denoto tra chi sta in alto per sottrarsi dalla spirale abissale della depressione sociale. Rattoppi sempre rattoppi ricuciture fatte male che si lacerano ben presto facendo trapelare i difetti di un sistema che ormai è quasi marcio finito sfinito ma quello che è sicuro non certamente da ora.

Mi ripeto si che mi ripeto mi ripeto caro Marco poiché la mia anima è dolente affetta da pigrizia umbratile nella azione mentre forse diviene vivida lucente sfavillante nella riflessione. Ora mi prende una incontenibile desiderio di viaggiare per evadere da questa realtà opprimente per osservare luoghi persone cose per conoscere la bellezza della nostra terra. Sai bene che le nostre modeste finanze non ci consentano tanti lussi allora se sarai disponibile per le vacanze possiamo intanto programmare una bella gita nella nostra amata trinacria a riscoprire il fascino la magia l’incanto di questa nostra magnifica isola.

Chissà se ti liberi dalla pesantezza di iena sicula per divenire una pecora isolana come ti dissi l’altra volta cosi potrai vivere felice in questo gregge che siamo. Convinciti che noi intellettuali declassati disorganici disordinati siamo liberi di disquisire con congetture mentali le più svariate varie diverse. Ma alla fine prevale il principio della realtà con“i maccaruni lincunu a panza” come dice un vecchio adagio dei nostri nonni che può irritare ma che si rivela sin troppo veritiero in un’epoca come la nostra fondata sul diodanaro che poi si è sempre più ristretto in un’elitè oligarchica autocratica autoreferenziale. Meglio rassegnarci a soccombere? Meglio dimenticare il disagio? Meglio nutrire solo interessi culturali?

Hai notato alla festa del regno ognuno sembrava venuto per i fatti suoi non si guardavano neanche in faccia lor signori solamente qualche sorrisetto di circostanza così ho ascoltato la dichiarazioni di robertoilfico da non confondere con il vice podestà del liotru robertoilfichetto. Infatti il primo ha preso un coraggio stellare parlando in pubblico dell’inclusione tema che fa saltare i nervi al capitano mentre il secondo ormai è meglio che non debba più conversare neanche in privato con gli stellari perché ormai ci sono orecchie indiscrete dappertutto che possono squalificarlo.

Noto con grande dispiacere dolore amarezza che non solo il capitano ma tutti sembrano pervasi da una smania di volontarismo privo di obiettivi scopi fini. Si va avanti a tentoni scopiazzando a destra a manca presunte ricette per fare crescere la nazione per edificare il cambiamento per produrre nuova ricchezza. Alla fine della corsa nessuno sa bene cosa fare. Sono inutili affanni meglio dormire sonni placidi.

A proposito di sonno, stanotte ho fatto questo sogno in cui mi dicevo tra me e me. “…Ché a vederle, le cose si semplificano: e noi abbiamo invece bisogno di complicarle, di farne complicate analisi, di trovarne complicate cause, ragioni, giustificazioni. Ed ecco che a vederle non ne hanno più; e a soffrirle, ancora di meno.(Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia)…”. “Grazie sempre per avermi ascoltato caro amico.

A presto. Tuo Candido.

di candido munaf˛ Data: Domenica, 9 giugno 2019

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