Cibo e Associazionismo: data storica per Slow Food Sicilia


Pubblicato il 17 Luglio 2014

Nella foto in alto, il gruppo dirigente regionale con i delegati delle condotte.

In basso, il presidente Rosario Gugliotta e la segretaria regionale Stefania Mancini Alaimo.

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Nasce a Calascibetta il 12 luglio, l’associazione Slow Food Sicilia.

Alla presenza dei delegati provenienti da tutte le condotte siciliane e dell’esecutivo eletto il 6 aprile a Taormina, grazie al coordinamento della segretaria regionale Stefania Mancini Alaimo, il presidente, Rosario Gugliotta ha dato lettura dello statuto che ne regolerà la vita e le attività sociali e subito dopo l’approvazione, avvenuta a maggioranza, con un solo voto contrario, la Sicilia del mondo Slow Food, si è dotata dello strumento giuridico e operativo richiesto dalla “Casa Madre” nazionale, per tutte le Regioni Italiane.

Attraverso questo strumento, la nascente associazione potrà radicarsi maggiormente nel territorio e condividere, con l’intero tessuto sociale, i vari progetti previsti in campo nazionale.

A tale scopo, il direttivo Slow Food Sicilia ha affidato ad alcune figure di spicco i seguenti incarichi e ruoli: Franco Motta, Tesoriere; Francesco Sottile, Referente dei Presìdi; Giacomo Gatì, Referente dei Produttori; Carmelo Maiorca, Attività editoriale e Comunicazione; Salvatore Giuffrida, Progetti Educazionali; Salvo Paolo Mangiapane, Progetto Alleanza; Roberta Capizzi, Slow Food Giovani; Vincenzo Ioppolo, Comunità del cibo; Giuseppe Maria Amato e Francesco Cancellieri, Ambiente e Biodiversità. Mentre, a tutti i duemila soci Slow Food siciliani, il compito e l’impegno di incrementare i tesseramenti.

 

Entusiasmanti i numeri della Sicilia che ha nel territorio, nei prodotti e nella storia millenaria i punti di forza condivisibili con la filosofia Slow Food. Con gli oltre 2000 soci, la Sicilia, si pone ai primi posti tra le regioni italiane,  al terzo posto come segnalazioni per l’Arca del gusto mentre, con i 37 Presidi distribuiti tra le varie province siciliane, mantiene il primato assoluto.

Il cibo, è uno strumento quotidiano che ciascuno di noi può utilizzare per incrementare l’economia sostenibile. Rispettare maggiormente l’ambiente, recuperare la propria identità territoriale, valorizzare il territorio attraverso il cibo e utilizzare tutti quei valori legati al cibo buono, pulito e giusto, fa parte dei principi fondanti di Slow Food. Perseguendo questi principi, il nuovo direttivo siciliano s’impegnerà per il recupero dei grani antichi siciliani, per una maggiore sensibilizzazione verso le problematiche legate al mondo ittico, in particolare la pesca sostenibile e affiancando iniziative di consapevolezza verso l’uso del cibo autoctono e stagionale.

Particolarmente toccante il ricordo e l’applauso che il presidente Gugliotta ha voluto dedicare a Salvatore Palmisano, agricoltore settantaquattrenne di Ustica che, per cause ancora in via di accertamento da parte delle autorità competenti, ha perso la vita per il ribaltamento del suo trattore. “Palmisano – ha ricordato Gugliotta – lavorava quei campi coltivati a lenticchia (presidio Slow Food), cui aveva consacrato, con grande dedizione, l’intera sua esistenza. La sua, era una delle più antiche aziende produttrice di lenticchie dell’isola”.

Al termine dei lavori la dichiarazione d’impegno, da parte del direttivo, per quell’azione di affiancamento e di coordinamento regionale che, per vari motivi, per oltre due anni, è venuta a mancare alle condotte siciliane.

“Il lavoro svolto da tutte loro durante questo periodo – dichiara il presidente Gugliotta –  è stato oltremodo meritevole tanto, da portare il numero dei soci da 1200 agli oltre 2000 attuali.  Per questo – conclude Gugliotta – invito tutti a condividete i valori Slow Food, e ad ognuno di voi , siciliani come me, dico: innamoratevi del vostro territorio e fate in modo di diventare custodi della nostra identità territoriale”.

 

Giuseppe Stimolo

 


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