di Leda Morana Quattro domeniche in cui i frutti della terra del vulcano Etna diventano profumi sapori e storie da condividere. 4, 11, 18, 25: quattro numeri che sembrano usciti dall’urna del lotto e invece, a Zafferana, segnano le quattro domeniche in cui i sapori del vulcano diventano protagonisti dell’Ottobrata. Nata all’inizio degli anni Ottanta […]
Aeroporto di Catania, Primavera (MPA-Grande Sicilia): “L’Etna fa il suo mestiere, la SAC continua a non saper fare il proprio”
Pubblicato il 12 Agosto 2026
«Apprendo con sgomento, ma purtroppo senza alcuna sorpresa, le ultime notizie riguardanti la gestione dell’aeroporto di Catania e le continue emergenze che continuano a flagellare la Sicilia orientale, senza ricevere risposte adeguate da parte della società di gestione».
Lo dichiara il deputato regionale del gruppo MPA-Grande Sicilia, on. Santo Primavera.
«Mentre migliaia di turisti rimangono abbandonati come naufraghi nei terminal di Fontanarossa e negli aeroporti di mezzo mondo, in attesa di raggiungere Catania, c’è ancora chi trova il coraggio di ironizzare o di nascondere l’incapacità gestionale dietro la fatalità degli eventi naturali. L’Etna fa il suo mestiere da millenni, ma la SAC, palesemente, continua a non saper fare il proprio. Parlare di una “sinergia” tra eventi avversi o ammiccare a fantomatiche alleanze tra le forze della natura, come l’Etna e i venti, nel tentativo di sollevare da ogni responsabilità i vertici societari, rappresenta un insulto all’economia siciliana, ai lavoratori dell’indotto turistico e alle migliaia di passeggeri esasperati. Non serve una joint venture con il vulcano. Serve un piano strategico di emergenza che funzioni davvero, che preveda il pieno utilizzo dell’aeroporto di Comiso, assicuri trasparenza e tempestività nell’assistenza ai passeggeri e garantisca una governance all’altezza di una delle più importanti porte d’accesso del Mediterraneo.
Se l’unica soluzione strategica che la società di gestione riesce a proporre consiste nell’attendere che il vento cambi direzione, mentre il tessuto economico e commerciale dell’Isola va in fumo, allora deve essere la dirigenza della SAC a prendere atto della propria inadeguatezza. La Sicilia e i siciliani non possono più essere trattati come comparse di un disastro annunciato».




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