Aggressione a una portalettere, UGL: la sicurezza riguarda tutta la città


Pubblicato il 18 Giugno 2026

comunicato sindacale

«Non si può considerare normale andare al lavoro e rischiare un’aggressione mentre si svolge un servizio essenziale per i cittadini. Quanto accaduto a Catania è grave e non può essere archiviato come un episodio isolato».

Lo dichiara Simone Summa, segretario territoriale UGL Comunicazioni e rappresentante nazionale nell’Organismo Paritetico per la Sicurezza dei Lavoratori, dopo l’aggressione subita nei giorni scorsi da una portalettere di Poste Italiane durante una consegna all’interno di un condominio nella zona del viale Ionio. La lavoratrice è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in ospedale per accertamenti, mentre sul posto sono intervenuti i Carabinieri.

«Da tempo denunciamo le criticità che interessano il personale del recapito. Troppo spesso i portalettere sono costretti a entrare all’interno di condomini e proprietà private per raggiungere cassette postali che dovrebbero invece essere accessibili dalla strada. Una situazione che aumenta i rischi e che merita interventi concreti. La sicurezza dei lavoratori non può diventare un tema da affrontare soltanto dopo l’ennesima aggressione. Porteremo questa vicenda nelle sedi competenti affinché si rafforzino le misure di tutela per il personale».

Per Giovanni Musumeci, segretario provinciale UGL Catania, l’episodio richiama anche il tema della sicurezza urbana.

«Se una lavoratrice viene aggredita mentre svolge il proprio lavoro nel cuore della città, il problema non riguarda soltanto il luogo di lavoro. Riguarda il livello di sicurezza che si vive quotidianamente nei nostri quartieri. È necessario rafforzare il controllo del territorio e garantire condizioni che consentano a cittadini e lavoratori di svolgere le proprie attività senza timori. Non possiamo accettare che episodi di questo genere diventino parte della normalità.

Stiamo assistendo a un progressivo degrado del tessuto sociale, nel quale vengono meno il rispetto per le persone, per chi svolge un servizio pubblico e per chi ogni giorno indossa una divisa o rappresenta un’istituzione. Si registra una crescente intolleranza nei confronti dei lavoratori che operano a contatto con il pubblico, troppo spesso esposti a insulti, minacce e, nei casi più gravi, ad aggressioni fisiche. È una deriva che va contrastata con decisione, perché colpisce non soltanto i singoli lavoratori, ma la qualità della convivenza civile e la sicurezza dell’intera comunità».


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