Aggressioni in sanità, oggi al P.S. del Garibaldi-Centro prima tappa della campagna informativa della Cisl


Pubblicato il 24 Ottobre 2024


“Prendiamoci cura di chi si prende cura della nostra salute”

Tra gli obiettivi tutelare la sicurezza e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità e sensibilizzare l’utenza sul concreto impegno del personale medico e paramedico e al rispetto della professione


Catania, 24 ottobre 2024 – Un nastro giallo è il simbolo della campagna “Prendiamoci cura di chi si prende cura della nostra salute” contro le aggressioni in sanità, promossa dall’Unione sindacale territoriale Cisl, dalla Cisl FP e dalla Cisl Medici provinciali, che oggi ha fatto tappa davanti al pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi-Centro di Catania.

Erano presenti i segretari generali Maurizio Attanasio (Ust Cisl Catania), Massimo De Natale (Cisl Medici Catania) e Danilo Sottile (Cisl Funzione pubblica Catania).

La campagna si pone gli obiettivi di tutelare la sicurezza e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori dei pronto soccorso, dei reparti ospedalieri e delle guardie mediche della provincia più esposte al rischio di aggressione; sensibilizzare l’utenza sul concreto impegno del personale medico e paramedico e al rispetto della professione che essi esercitano; sollecitare le istituzioni ospedaliere e politiche ad aumentare il personale e a individuare ogni possibile azione, prevista anche dalle direttive nazionali e regionali, per prevenire ogni forma di violenza nei confronti di chi si adopera, senza risparmiarsi, per prendersi cura di chi soffre.

Dichiarazione di Attanasio (Ust Cisl Catania):

«Parte da qui la nostra campagna a tutela dei lavoratori delle lavoratrici del pronto soccorso, ma anche tutela dei cittadini. La nostra iniziativa tende proprio a valorizzare l’importanza del lavoro che fanno i medici e il personale sanitario e sensibilizzare l’utenza a un cambiamento culturale nell’approccio al servizio. Ecco perché abbiamo chiesto, e ringraziamo il Prefetto di Catania per averlo reso subito disponibile, un tavolo permanente, affinché si affrontasse il tema delle aggressioni nelle strutture sanitarie pubbliche, che presenta molteplici aspetti. Come quello delle aggressioni al personale femminile: 7 casi di aggressione su 10 riguardano proprio operatrici sanitarie donne. 

Il primo risultato è arrivato dalla costituzione di parte civile del direttore generale del Policlinico-San Marco nei confronti di chi ha aggredito medici e personale sanitario nell’ultimo episodio. Ma questo non basta: c’è bisogno di maggior personale nelle strutture d’urgenza/emergenza; l’esigenza di poter avere una protezione, come avviene in tutti gli altri campi, con un ruolo diverso per le guardie giurate, un raccordo migliore con la Polizia di Stato e le forze dell’ordine. 

Chiediamo che vengano modificati i DVR  (documenti di valutazione del rischio) e adeguati rispetto alle direttive ministeriali e regionali, accompagnati anche da una diversa distribuzione della rete della medicina del territorio, perché al pronto soccorso arrivano troppi interventi che possono essere tranquillamente differibili e affrontati in altre strutture territoriali, come quelle previste nel PNRR, che però devono essere adeguate in termini di personale».

Dichiarazione di De Natale (Cisl Medici Catania):

«Chiediamo che anche a livello locale vengano messe in atto le direttive ministeriali ben precise già emanate anche su spinta della Cisl Medici nazionale. A livello locale chiediamo principalmente che il pronto soccorso e tutte le strutture siano adeguate per valutare i rischi dell’aggressione del personale sanitario: si possono applicare il DVR in tutti gli ambiti ospedalieri, in modo tale da poter prevenire e poter evitare la violenza al personale sanitario. È necessario sottolineare che la violenza produce non solo danni alle persone ma anche alle strutture, ciò può comportare anche la chiusura del reparto, che porta l’utenza a riversarsi in altri pronto soccorsi aggravandone il lavoro, sia per la carenza di personale sia per accumulo di interventi a volte non urgenti. Questi ultimi arrivano a costituire anche il 60 per cento del complessivo, perché non riescono a ottenere risposte a livello della medicina del territorio».  

Dichiarazione di Sottile (Cisl Fp Catania):

«Siamo al fianco di tutti i lavoratori della sanità, non solo dei pronto soccorso, ma anche di tutte le unità operative e il Seus 118, che ogni giorno sono vittime di violenze fisiche e verbali. L’iniziativa vuole essere da sprone perché dalle parole si passi alla concretezza: alle istituzioni chiediamo di stare al fianco dei lavoratori, anche dal punto di vista legale. Chiediamo non solo maggiore sicurezza ma anche locali adeguati, con posti di polizia presenti e possibilità di svolgere il nostro lavoro nelle migliori condizioni a tutela anche di tutta la comunità».


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