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Arcidiacono: “Colpe gravi della politica, di Bianco in particolare”
Pubblicato il 03 Settembre 2018
Plauso e apprezzamento incondizionati vanno alla Procura e agli investigatori che hanno svelato il desolante quadro di corruzione e malcostume nella gestione della raccolta dei rifiuti del Comune di Catania.
A fronte delle responsabilità penali che spetta alla magistratura accertare, emergono con tutta evidenza le gravi colpe e le omissioni della politica, in particolare del sindaco Bianco, che ha scelto tra i suoi collaboratori di Palazzo persone da lui stesso definite “infedeli” verso l’interesse pubblico e la collettività.
La questione dei rifiuti a Catania e gli evidenti guasti che si stanno consumando in spregio al buon andamento e alla correttezza delle procedure, da cinque anni sono coperti dalla sterile propaganda dell’Amministrazione che anziché intervenire ha preferito mettere la polvere sotto il tappeto delle passerelle di ministri e rappresentanti politici. Si spiega così l’enorme costo sostenuto dai cittadini sulle bollette dei rifiuti a fronte di percentuali di raccolta sempre ben al di sotto del 10% e più volte da noi denunciate.
Enzo Bianco lascia un Comune ridotto ai minimi termini, azzerato nei valori della moralità pubblica e in cui urge segnare un’inversione di rotta, per ripristinare legalità ed efficienza e soprattutto garantire il rispetto nei confronti dei cittadini, costretti a subire le gravi disservizi a prezzi salatissimi.
Il sindaco Bianco e l’assessore D’Agata siano conseguenziali e anziché mettere le mani avanti con ricostruzioni poco convincenti, traggano le conclusioni delle loro scelte dissennate e delle omissioni reiterate.


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