Beni confiscati, lo Stato riafferma legalità a “San Cocimo” affidando immobili di mafiosi per usi collettivi


Pubblicato il 27 Settembre 2021

Da patrimonio in mano a cosche mafiose, ad abitazioni per famiglie disagiate e per ospitare un centro di promozione sociale curato dal volontariato. Nella storica piazza Santi Cosma e Damiano, ai margini di via Plebiscito, a San Cocimo, cuore del blitz antidroga “Quadrilatero” dei Carabinieri dello scorso 20 settembre, il sindaco Salvo Pogliese, alla presenza del prefetto Maria Librizzi, del Questore Vito Calvino e del presidente del tribunale dei minorenni Roberto Di Bella, ha formalizzato la presa in consegna nella disponibilità del Comune di cinque immobili dall’Agenzia Nazionale dei beni confiscati alla mafia, per destinare a scopi di utilità collettiva.

“Oggi è un giorno importante per la nostra città –ha detto il sindaco Salvo Pogliese- perché le istituzioni unitariamente riaffermano la presenza dello Stato nel nostro territorio cittadino. In questo quartiere bambini in tenera età erano costretti ad alimentare i proventi illeciti delle cosche mafiose, uno scempio che grazie all’azione della magistratura dei Carabinieri si è riusciti a sventare. Affideremo quattro abitazioni ai servizi sociali comunali per accogliere altrettante famiglie con disagio abitativo e un altro bene con una procedura a evidenza pubblica pronta entro trenta giorni a un’associazione che promuoverà scopi sociali per il quartiere e la città. Diamo un segnale forte a chi violava ogni regola basilare della convivenza civile, utilizzando persino i bambini come manovalanza nello spaccio degli stupefacenti. Voglio ringraziare particolarmente l’assessore ai beni confiscati Michele Cristaldi -ha aggiunto il primo cittadino- perché anche per il suo impegno in poco più di anno, grazie a un lavoro straordinario dell’Amministrazione Comunale abbiamo già assegnato diversi immobili a fini sociali, tra cui quattro lotti di terreno per complessivi trenta ettari e proseguiamo ancora su questa strada”.

Il prefetto Maria Carmela Librizzi ha espresso compiacimento per l’azione di ripristino della legalità: ”E’ importante essere qui oggi -ha detto il rappresentante del governo nella provincia di Catania- perché le istituzioni tutte danno un segnale forte di ristabilimento della legalità in una zona particolarmente colpita dalla presenza della mafia e beni di provenienza illecita verranno utilizzati a fini di utilità collettiva. Lo sfruttamento dei minori è inaccettabile e la presenza dello Stato ribadisce il controllo del territorio contro il malaffare”.

In dettaglio un’unità immobiliare di piazza Machiavelli di tre vani, al secondo piano di una palazzina, sarà destinata a un’associazione di volontariato per essere adibita a scopi sociali. Altre tre immobili con ampi monolocali e angolo cottura, ai numeri civici 5-6-7 della stessa piazza saranno da subito resi disponibili per famiglie in condizione di emergenza abitativa. Infine, un altro immobile di tre vani, al primo piano di un immobile nell’attigua via Ragusa e via Ospedale Vecchio a cui si accede attraverso un cortile, in cui il Comune nei mesi scorsi ha rimosso un cancello abusivo, sarà anch’esso adibito a rifugio abitativo d’emergenza.

Il sindaco Pogliese ha firmato pubblicamente il passaggio di consegna dei beni dal rappresentante dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati Vincenzo Trapani e applicato sulle porte la scritta che si tratta di un bene confiscato alla mafia, sei anni dopo la sentenza definitiva di sottrazione dei beni alle cosche malavitose che operano nella zona. Rispondendo alle domande dei giornalisti l’assessore comunale delegato ai beni confiscati Michele Cristaldi ha detto: “E’ fondamentale  -ha detto Cristaldi- aver dato segnale forte contro la mafia per dare un positivo messaggio di speranza ai giovani della nostra città che non possono essere oltraggiati senza che lo Stato faccia sentire la sua presenza”.

Al passaggio delle consegne dei locali immobiliari al patrimonio comunale, hanno partecipato il Comandante Provinciale dei Carabinieri Rino Coppola, una rappresentanza della Guardia di Finanza, la dirigente scolastica del liceo Spedalieri Vincenza Biagia Ciraldo che con i ragazzi dell’istituto ha promosso iniziative di legalità in quella zona, oltre agli assessori Arcidiacono, Cantarella, Parisi Porto e Lombardo; quest’ultimo curerà tramite i funzionari  della Direzione Servizi sociali, l’assegnazione degli appartamenti a famiglie in condizione di emergenza abitativa.  

 


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