Biblioteca Navarria Crifò: oggi a Catania il dibattito “Pippo Fava: mafia, informazione, politica e imprenditoria” | Nella sala consultazione della biblioteca sita a Catania in via Naumachia 18/a interverranno Graziella Proto, attivista e Goffredo D’Antona, avvocato. Modererà Antonio Ortoleva, giornalista


Pubblicato il 19 Dicembre 2024

Nella sala consultazione della biblioteca sita a Catania in via Naumachia 18/a interverranno Graziella Proto, attivista e Goffredo D’Antona, avvocato. Modererà Antonio Ortoleva, giornalista

Avrà luogo oggi alle ore 17.30 nella sala consultazione della Biblioteca Navarria Crifò (via Naumachia 18/a, Catania), il dibattito “Pippo Fava: mafia, informazione, politica e imprenditoria”

Interverranno Graziella Proto, attivista e Goffredo D’Antona, avvocato. Modererà Antonio Ortoleva, giornalista.

La sera del 5 gennaio 1984 Giuseppe Fava aveva deciso di andare a prendere la sua nipotina al Teatro Stabile di Catania, dove la bambina recitava. Era rientrato a Catania da pochissimi anni, e il suo rientro era stato un grande gesto d’amore nei confronti della città etnea. Esisteva un solo quotidiano cittadino che faceva il bello e il cattivo tempo della città, in modo vergognosamente interessato, attento più che ai colori politici ai grandi affari; un quotidiano affaristico di cui recentemente un esponente ha dichiarato in modo sfacciato che “il quotidiano La Sicilia negli anni ’80/’ 90 non aveva percezione dell’esistenza della mafia in città”. Falsando ancora una volta la verità.

Pippo Fava, che del giornalismo aveva un concetto etico, diede una spallata a quel modo di fare “informazione” basata su false notizie, o peggio non notizie, una pseudo informazione che teneva la città soggiogata; notizie che rappresentavano una città felice inesistente, ma affascinante.

Fava tolse il coperchio alla pentola e ne traboccò qualcosa di puzzolente, disturbando così manovratori e cavalieri vari… I benpensanti, difensori della città, dissero che era uno schifo infangare così Catania e i catanesi, ma tanta gente onesta, attonita, di fronte a quella nuova realtà lo seguì.

Quella sera del 5 gennaio 1984 nei pressi del Teatro Stabile, Fava non fece in tempo nemmeno a scendere dalla sua macchina: 5 pallottole calibro 7,65 lo colpirono alla nuca e lo uccisero.


Le attività della Biblioteca Navarria Crifò sono sostenute dall’ Otto per mille della Chiesa Valdese.


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