Caro voli Sicilia: la continuità territoriale con oneri di servizio pubblico l’unica soluzione possibile – Raccolta firme tramite la piattaforma Change.org


Pubblicato il 12 Dicembre 2025

Parma, 11 dicembre 2025.L’audizione odierna dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato davanti alla Commissione Parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità conferma quanto Confconsumatori sostiene da tempo: per mettere fine in modo strutturale al caro voli da e per la Sicilia, l’unica strada realmente efficace resta l’introduzione della continuità territoriale con oneri di servizio pubblico (OSP), modello già applicato da anni con successo in Sardegna.Nonostante la trasversalità del fronte politico-istituzionale contrario a tale misura, è arrivato il momento che ogni soggetto coinvolto assuma una posizione pubblica e trasparente, superando le obiezioni infondate che continuano a circolare informalmente sulla presunta impraticabilità di tale soluzione.

Presunta perché sussistono tutti i presupposti di fatto affinché venga riconosciuta l’insularità e l’impossibilità per i siciliani di spostarsi agevolmente con soluzioni alternative. Risulta del tutto irrealistica, inoltre, l’idea che i collegamenti ferroviari possano rappresentare una valida alternativa alla mobilità aerea.La recente introduzione del servizio oneri di servizio pubblico sull’aeroporto di Comiso – e il riscontro positivo registrato – confermano ulteriormente la validità di questo strumento per garantire equità tariffaria e maggiore stabilità nei collegamenti.

Al di fuori della continuità territoriale, i consumatori siciliani continueranno a subire gli effetti di “monopoli di fatto”, nei quali le compagnie aeree, pur formalmente in concorrenza, tendono ad allinearsi su tariffe elevate invece che competere al ribasso.L’esperienza dei bonus istituito dalla Regione Sicilia si è dimostrata insufficiente a risolvere il problema alla radice. Pur avendone inizialmente apprezzato il potenziale come misura transitoria, Confconsumatori constata oggi che tale strumento, da solo, non ha contenuto il potere di mercato delle compagnie. E ha confermato, purtroppo, che il vero problema non è stato risolto e lo strapotere delle compagnie ha continuato a trovare terreno fertile. Rimane però un elemento positivo: il riconoscimento dell’insularità della Sicilia, che dovrà essere assunto come base per la definitiva attuazione della continuità territoriale.

Per questo, da oggi si apre una nuova fase della nostra iniziativa. È stata infatti avviata una raccolta firme nazionale tramite la piattaforma Change.org, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere l’adozione degli OSP anche in Sicilia. L’appello è rivolto al Presidente della Regione Siciliana, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Presidente dell’ENAC e alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea.I cittadini possono sottoscrivere la petizione al link: https://c.org/ynDJNJ7vb6 “Fermo restando ogni approfondimento e giudizio su quanto emerso oggi, risulta chiaro che non sottoporre ad oneri di servizio pubblico i collegamenti aerei ed i servizi aerei di linea sulle rotte dagli aeroporti di Palermo e Catania e viceversa significa privare i siciliani di quel diritto alla mobilità a loro riconosciuto dall’articolo 16 della Costituzione italiana. È nostro dovere batterci perché questo diritto venga garantito concretamente e non a parole”. Ha dichiarato l’Avvocato Carmelo Calì, Presidente Nazionale di Confconsumatori.


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