“Caso Natoli/Csm”: una iena scrive che…


Pubblicato il 21 Luglio 2024

di iena rossazzurra.

Oggi, la Provincia etnea, già martoriata da svariate piaghe, quali mare sporco, siccità, immondizia, aeroporti fatiscenti, piste ciclabili in salita e/o senza inizio e fine, si deve misurare con un nuovo scandalo politico giudiziario da assaporare nel week end! Leggiamo di un Giudice che per ore e ore viene ricevuto, ascoltato e consigliato, candidamente da un altro Giudice. Sembra quasi una cosa normale… due giudici che si confrontano e confortano reciprocamente per i gravosi compiti che la vita gli ha riservato. Però, a guardare meglio la questione, salta fuori il verminaio che Luca Palamara aveva scoperchiato dopo la caduta del suo impero (gesto che però non lo ha di certo emendato dalle sue importanti colpe). Parliamo di correnti e politica! Una politica che vive nelle aule di giustizia e che nonostante molti magistrati ne  neghino l’ingerenza, c’è e vive nelle cose di questo Paese.

Un Paese dove tra le toghe si combattono guerre personali mosse da rancori e vili attacchi, anche su cose assai delicate, quali le condizioni di salute personali. Eppure colpi bassi e gesti meschini dovrebbero stare fuori dalle aule di giustizia e dagli scranni del Governo. Dovrebbero essere ruoli, quelli di cui stiamo parlando, ricoperti dai “migliori”, e non dalle amiche o amici di qualche potente politico! I membri del CSM, il Governo Italiano e la politica locale sono ancora una volta al centro di uno sgradevolissimo “aperitivo estivo”!

La Giudice Fascetto registra una conversazione privata (che comunque non sarebbe mai dovuta avvenire, con un membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura), ed al momento a lei utile la sbatte, con il suo legale, sul tavolo della commissione disciplinare che la deve giudicare per l’ennesima volta, di fatto distruggendo l’ultimo barlume di credibilità che ha il CSM.

L’Avvocato Natoli viene bollata o quasi come “mela marcia” dai membri togati del CSM, ma sembra non volersi dimettere (chiamala scema). E adesso vederli che si accusano tra loro, e/o non si dimettono fa davvero tenerezza!

Ma scusate voi vi dimettereste con stipendi di quel tipo?? Una storia davvero inquietante e avvilente, che ci consegna tre certezze:

1) A piazza Verga nelle aule di giustizia si fa politica e tra le toghe volano stracci;

2) A Paternò forse il cerchio magico degli amici degli amici comincia a scricchiolare;

3) La magistratura va riformata -e parlando in termini generali- prevedendo un organo disciplinare davvero in grado di rendersi immune dalla malattia del Paese, la corruzione!


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