Catania “allagata”: non “fu destino”. Due inviti a comparire per alti dirigenti di societa’


Pubblicato il 16 Ottobre 2012

Conferenza stampa in Procura: illustrati i primi risultati di un’indagine dopo le inondazioni nella zona del S. Maria GorettiDi iena antiallagamenti

Non è “colpa del destino” ma probabilmente ci sono responsabilità umane, dietro gli allagamenti ripetuti che flagellano da anni il villaggio Santa Maria Goretti, alla periferia di Catania, nell’area dell’aeroporto di Fontanarossa. Allagamenti che hanno messo anche a rischio la vita di tante persone. Probabilmente per un risparmio aziendale? Per questione di soldi insomma? Vedremo. Un’ipotesi che sta prendendo forma, infatti, riguarda la costruzione e la manutenzione dei canali per il drenaggio dell’acqua, che non sarebbero stati realizzati secondo quanto previsto in sede di progettazione presentata al Genio Civile.

Oggi, in conferenza stampa, il Procuratore della Repubblica Giovanni Salvi, con il procuratore aggiunto Enzo Serpotta e il commissario della Forestale Maurizio Mazzocca hanno illustrato i primi risultati di un’indagine aperta dall’Ufficio Requirente, sulla scia di quanto accaduto al Villaggio in questi anni, con il correlato di sacrosante proteste popolari e di esposti alla magistratura. “Un’ indagine –ha dichiarato Giovanni Salvi-che ha individuato delle responsabilità delle società che dovevano fare dei lavori che non sono stati fatti – a nostro parere”. Ci sono due inviti a comparire per due alti dirigenti della società Icom spa, proprietaria all’epoca del parco commerciale, nato nelle vicinanze e denominato “Porte di Catania”.

E’ stato spiegato che a seguito dell’evento meteorico di forte intensità verificatosi il 7 marzo scorso, che ha determinato l’allagamento della strada provinciale 77 denominata Passo del Fico,alcune strutture militari aeroportuali, il deposito carburanti a servizio dell’aeroporto, alcune aree del sedime aeroportuale, la via Fontanarossa e le zone limitrofe e il Villaggio S. Maria Goretti, la Procura ha avviato una preliminare indagine conoscitiva al fine di accertare eventuali responsabilità di enti e istituzioni per le periodiche esondazioni che hanno interessato la zona in questione. Di qui, accurati sopralluoghi, anche con l’ausilio dei tecnici del Genio Civile, al fine di verificare la funzionalità idraulica della vasta rete di canali esistenti nell’area, classificata, peraltro, ad alta pericolosità idrogeologica dal Piano di assetto idrogeologico, redatto dalla Regione Siciliana.

Sono stati sentiti -è stato spiegato- numerosi tecnici e amministratori di comune, Sac e Sidra. Particolare e apprezzata collaborazione è stata fornita –come riferito in conferenza stampa- dalla società di gestione dell’aeroporto. Gli accertamenti – è stato affermato- hanno permesso di individuare alcune criticità strutturali del sistema di smaltimento delle acque piovane, in ordine alle quali gli enti interessati hanno assunto formale impegno di porvi riparo in tempi rapidi, nonché profili di responsabilità penale, individuati in relazione al delitto colposo di inondazione (art. 449 c.p) a carico dei vertici della società Icom spa, proprietaria all’epoca del parco commerciale e del progettista e direttore dei lavori. Le indagini continuano.

Il Procuratore Salvi ha altresì dichiarato che c’è stata una interlocuzione con il sindaco di Catania per quelle che sono le emergenze. La Procura di Catania, al termine dei complessi studi eseguiti in sinergia con il Corpo Forestale e i tecnici del Genio Civile, che il procuratore Salvi ha voluto seguire personalmente, ha segnalato al Comune di Catania quelle che potrebbero essere le immediate iniziative da adottare al fine di contenere il fenomeno nell’attesa che i lavori della Sac relativi all’aeroporto siano portati a termine con il convogliamento delle acque reflue in un canale già esistente che porta direttamente a mare.

Il 14 marzo scorso Salvi, insieme al procuratore Enzo Serpotta, con al seguito alcuni agenti della Forestale e tecnici del Genio Civile, fecero un sopralluogo al “Villaggio Santa Maria Goretti”. La procura di Catania, aprì un fascicolo. Ecco i primi risultati.


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