Catania, “colpo di scena” al Porto, Sel annuncia: “bloccati i lavori per la nuova darsena!”


Pubblicato il 04 Luglio 2012

I responsabili del circolo cittadino “Rinascita” di Sinistra Ecologia e Libertà Marcello Failla, Enrico Giuffrida e Giolì Vindigni fanno sapere che….

a cura di Iena MarinaraEcco il testo del comunicato di Sel:

La Sovrintendenza ai BB CC ed il Genio Civile hanno accolto i rilievi mossi nell’esposto presentato da Sinistra Ecologia Libertà ed hanno bloccato i lavori per la nuova darsena del porto di Catania. Viene così smentita l’Autorità Portuale che, in una conferenza stampa, aveva sostenuto di essere in possesso di tutti i permessi per effettuare i lavori.

Il Genio Civile e la Sovrintendenza hanno invece rilevato una grave difformità dal progetto, che, evidentemente non poteva riportare lo spostamento del torrente Acquicella. Viene così riconosciuto che il tombamento della foce e del corso del torrente Acquicella è causa di rischio idrogeologico per tutta la zona sud.

I torrenti che da sempre scorrono a sud della città e sfociano sul litorale etneo, in particolare i torrenti Acquicella, Forcile e Buttaceto, a seguito dell’aumento del volumi d’acqua scaricati per i mutamenti climatici e per effetto dei nuovi insediamenti commerciali insediatisi nelle vicinanze del quartiere di Librino e del boschetto della playa stanno cambiando regime, al punto da divenire pericolosi per gli insediamenti abitativi di quella zona della città.

Proprio per prevenire ulteriori inondazioni, la provincia regionale ha approntato un “pool anti-alluvione” per sorvegliare fiumi e torrenti della città da parte di una task force di esperti del Comune di Catania, Anas, Asi, Consorzio di Bonifica, Prefettura, Sac, Sidra, Ferrovie dello Stato, Protezione Civile, Genio Civile.

Sinistra Ecologia Libertà chiede che adesso venga immediatamente ripristinato il corso del torrente Acquicella, per evitare che con l’arrivo dell’inverno migliaia di abitanti e di esercizi commerciali vengano inondati dalle acque che potrebbero straripare dal suo corso.

Allo stesso tempo attende l’intervento della Procura della Repubblica, per appurare le responsabilità di chi ha deliberatamente e con inusitata arroganza, causato uno scempio ambientale così grave e senza precedenti.


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