Catania dal Vivo: storie di “ordinario sfruttamento” del lavoro


Pubblicato il 28 Giugno 2020

“Nei giorni scorsi, su disposizione del Questore Mario Della Cioppa, agenti del Commissariato Librino hanno eseguito controlli straordinari per territorio per contrastare l’illegalità diffusa nell’area di competenza, con particolare riferimento ai reati in materia di sfruttamento del lavoro minorile e alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Un controllo è stato effettuato in via Zia Lisa, dove un ragazzo non ancora maggiorenne gestiva un’attività commerciale abusiva di autoricambi usati; a fianco della rivendita, si trovava un deposito di raccolta illegale di rifiuti speciali pericolosi, distribuito in un’area di circa 600 metri quadri.

Il minore era costretto a permanere in quei luoghi di lavoro insalubri e non sicuri, senza avere a disposizione sistemi di protezione individuale, nella sporcizia. È stata, inoltre, rilevata la presenza di un impianto elettrico non a norma, assenza di estintori e il rischio di caduta dall’alto di pesanti oggetti posti in vendita.

Attese le gravi anomalie riscontrate, sul posto è stato convocato il padre, già con precedenti di polizia, il quale ha riferito agli investigatori che, vivendo nel quartiere di San Cristoforo noto per l’alta densità criminale, ha deciso di far lavorare con sé il figlio che riteneva sufficientemente maturo a tal punto da lasciarlo da solo in detta attività.

L’uomo, che tra l’altro percepisce sussidi statali e gestisce l’attività abusiva da 10 anni, paga anche in nero l’affitto della bottega in cui si trova la rivendita di ricambi usati; dichiarando di aver occupato abusivamente l’adiacente deposito.

Il minore è stato affidato alla madre, chiamata sul posto; il padre, diffidato dal reiterare la citata condotta, è stato indagato in stato di libertà ai sensi dell’articolo 603 bis del codice penale, che punisce lo sfruttamento del lavoro minorile con l’aggravante di aver impiegato il minore in età non consentita, in lavori pesanti e in luoghi non sicuri.

Inoltre, è stato indagato in stato di libertà per il reato ambientale di gestione illegale di rifiuti speciali pericolosi, procedendo anche al sequestro penale preventivo dell’immobile e di migliaia di chilogrammi di materiale inquinante. L’uomo è stato anche segnalato all’Asp Spresal competente sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, alla Guardia di Finanza, all’Ufficio delle Entrate, all’Inps e alla Polizia locale.

Un altro controllo di polizia è stato effettuato in via della Siepe, presso un negozio di tatuaggi e un parrucchiere, entrambi abusivi, allestiti all’interno di una civile abitazione affittata in nero dalla titolare.

È stato accertato che il gestore esegue i tatuaggi senza rispettare le procedure igienico-sanitarie per prevenire il contagio di malattie infettive: è stato riscontrato, infatti, che mancavano strumenti idonei alla sterilizzazione delle attrezzature.

Per quanto riguarda l’attività di parrucchiere, il luogo era salubre e venivano messi a disposizione dei clienti mascherine e disinfettanti legati all’emergenza covid-19. La titolare delle attività abusive appartiene, peraltro, a un nucleo familiare che percepisce il reddito di cittadinanza.

La medesima persona è risultata avere alle proprie dipendenze una lavoratrice “in nero” di anni 18, alla quale corrisponde la misera somma di 40 euro a settimana, per un salario corrispondente a circa 1 euro l’ora.

Durante i controlli di polizia sono state anche comminate sanzioni al Codice della Strada e sono state ritirate 3 patenti di guida a soggetti sorpresi mentre si trovavano a bordo di un autovettura, in possesso di crack e cocaina.

Catania 27/06/2020.”

 


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