Catania ed il ciclone Harry: il futuro PUG riuscirà ad essere adeguato ai tempi?


Pubblicato il 01 Febbraio 2026

Il ciclone del 20-21 gennaio ci ha messo di fronte ad una fragilità del territorio che sembrava non appartenerci. “Va detto con chiarezza: non esiste più un “meteo normale” in un clima che si sta riscaldando. Un’aria più calda e un Mediterraneo più caldo aumentano l’energia disponibile per i fenomeni estremi: per questo aumenta il rischio di piogge molto forti concentrate in poche ore e di mareggiate più dannose. Inoltre, con l’innalzamento del livello del mare, anche mareggiate simili a quelle del passato possono spingersi più all’interno e provocare allagamenti più estesi e danni maggiori lungo la costa. Nei prossimi decenni, anche adottando subito le misure più ambiziose a livello globale, questi eventi climatici estremi saranno inevitabilmente sempre più frequenti e, quando si verificano, potenzialmente più violenti e più dannosi: per questo prepararsi è indispensabile.

È necessario ridurre rapidamente le emissioni su scala globale e nazionale per limitare l’aggravarsi della crisi; ma, sul piano locale, la priorità è rendere Catania più resiliente con un adattamento immediato e misurabile.

Alcune delle scriventi Associazioni avevano già posto il problema all’Amministrazione comunale di Catania a queste problematiche, anche facendo riferimento alle prescrizioni della legge sul Ripristino della Natura emanata dall’Unione Europea: è stato proposto un Piano di Infrastrutturazione Verde della città che prevede la realizzazione di parchi, di altre aree verdi per abbassare la temperatura estiva migliorare la qualità dell’aria, stop a nuovo consumo di suolo e a nuova impermeabilizzazione, la deimpermeabilizzazione delle superfici asfaltate/cementificate per ridurre le portate di piena delle piogge intense.

La Lipu e il WWF hanno proposto la realizzazione di bacini di laminazione per ridurre le portate di piena e gli allagamenti nella zona Sud di Catania, al Villaggio S. M Goretti, alla foce dell’Acquicella, alla Zona industriale perennemente allagata in occasione di piogge anche di intensità non elevata. È stata proposta la eliminazione degli edifici in aree ad elevato pericolo di esondazione dei corsi d’acqua, di tsunami e di liquefazione delle sabbie in caso di terremoti, così come è stata proposta nell’ambito del redigendo PUDM la rinaturalizzazione della fascia costiera sabbiosa per bloccare la perdita di sabbia.

Con la presente aggiungiamo la tutela del valore naturalistico della scogliera lavica e la messa in sicurezza delle infrastrutture essenziali, dall’Armisi ad Ognina con interventi basati sulla natura che possano tutelare il lungomare e mettere in risalto una delle caratteristiche più peculiari della città di Catania.

Chiediamo che durante la redazione del PUG venga istituito un tavolo tecnico permanente che consenta un interscambio continuo di proposte fra Amministrazione e Associazioni/ Comitati di cittadini e che l’adattamento deve entrare nel PUG e nelle scelte urbanistiche e di gestione ordinaria della città, con tempi, responsabilità e monitoraggio pubblico, e non essere rimandato e riattivato solo dopo l’ennesima emergenza.

Questo è chiedere la luna?

Comitato di proposta per il Parco Territoriale Monte Po – Vallone Acquicella

Comitato Parco Orti della Susanna

Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d’Armisi di Catania

Fridays For Future Catania

Lipu Catania

Osservatorio per le politiche Urbane e Territoriali

Volerelaluna

WWF Sicilia Nord-Orientale.


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