Catania, reato elettorale: il presidente della Regione Siciliana ha rilasciato spontanee dichiarazioni nel corso dell’udienza


Pubblicato il 15 Maggio 2012

Il governatore ribatte alle accuse. Intanto, il boss Di Dio si avvale della facoltà di non rispondereDi Iena Giudiziaria

Anche stavolta si attendeva il “grande giorno” e invece è arrivato un grande…sbadiglio, con “sorpresa” finale dovuta a spontanee dichiarazioni di Raffaele Lombardo. Stamattina, davanti al giudice Michele Fichera, della quarta sezione penale del Tribunale di Catania, per il processo contro i fratelli Angelo e Raffaele Lombardo, imputati di reato elettorale, avrebbe dovuto parlare –in videoconferenza- il boss Rosario Di Dio (nella foto, stamane), imputato di reato connesso. E invece, il boss –dopo essersi consultato con i suoi legali, gli avvocati Franco Passanisi e Ornella Valenti- si è avvalso della facoltà di non rispondere.

In un’intercettazione ambientale, agli atti dell’inchiesta “Iblis”, compiuta negli uffici di una stazione di servizio, Di Dio ha parlato con un amico di presunti favori elettorali fatti al governatore e di un incontro tra lui e i fratelli Lombardo mentre il capomafia era sottoposto alla sorveglianza speciale.Il boss parlava di Raffaele Lombardo definendolo”un pezzo di mer..”, ”un gran c…to” e ”gesuita”’.Tutto questo mentre insieme ad un amico ascoltano le notizie dei telegiornali sulla nuova giunta regionale composta anche da due magistrati. Lombardo ha sempre smentito.

Oggi, il presidente della Regione è stato presente in aula, accompagnato da uno dei suoi legali di fiducia, il prof. Guido Ziccone. Lombardo dapprima ha annunciato spontanee dichiarazioni, che sono arrivate dopo la deposizione del maggiore dei Ros Lucio Arcidiacono. Lombardo ha ribattuto, punto per punto, quanto riferito alle accuse e in particolare ha chiarito la vicenda degli appalti di cui ha parlato, quando è stato sentito, il pentito Maurizio Di Gati. Lombardo ha altresì ricordato, in tema di legalità e di azione nel governo regionale, di avere bloccato l’ affare dei termovalorizzatori.

“La Regione -ha dichiarato il governatore ai cronisti a fine udienza, in tema di appalti- con due assessori come Pier Camillo Russo e l’ex prefetto Marino fa i piani e certamente è tenuta, secondo criteri obiettivi, a destinare le risorse ai vari Ato, poi che gli ato facciano appalti, abbiano in società qualunque tipo di ditte ma certamente non è di nostra competenza, non è assolutamente di nostra competenza. Posso assicurare che certamente il nostro comportamento e i nostri atti sono stati tutti ispirati a massima trasparenza.” E ancora si è detto “molto soddisfatto per avere partecipato, cosa che ho detto che farò sempre perché sentendo e rileggendo gli atti mi viene facile rispondere e soprattutto demolire le tante sciocchezze che ho letto negli atti di questo processo.”

Lombardo ha altresì dichiarato: “non c’è stato alcun impegno per la candidatura di un tal Sinatra, che proveniva da altri, come credo che sarà stato accertato nell’attività di indagine”Ancora: “nessun patrocinio della ditta Safab che aveva ben altri patroni in Sicilia.Quanto al pentito Di Gati, che già è stato dichiarato inaffidabile in altri processi su Catania sosteneva altri partiti ed altri candidati nel 2006. Né Lo Giudice, dell’ Udc, è stato vicino a me. Chi faceva riferimento a me si chiama onorevole Roberto Di Mauro”.

Oggi è stato sentito anche il maggiore dei Ros, Lucio Arcidiacono, che ha avuto un ruolo importante nell’indagine “Iblis”. L’ufficiale ha ripercorso le principali “tappe” dell’inchiesta, dall’avvio agli sviluppi investigativi, risponendo alle domande del Pm il procuratore aggiunto Michelangelo Patanè. In un clima molto rilassato fra cronisti che parlavano fra di loro e qualche sbadiglio, Arcidiacono ha, fra l’altro, parlato di interessi mafiosi attorno ai centri commerciali nati in provincia di Catania negli ultimi anni e messo a fuoco la figura di Enzo Aiello, ritenuto uno dei maggiori esponenti di “Cosa Nostra” catanese, arrestato nel blitz dei carabinieri dell’ottobre del 2009, a Belpasso, insieme a Santo La Causa, divenuto di recente collaboratore di giustizia. I primi verbali della collaborazione di La Causa sono attesi per il deposito, domani, in occasione del giudizio “abbreviato” di “Iblis” in corso davanti al gup Santino Mirabella. Prossima udienza il 25 maggio, con il controesame del pentito Gaetano D’Aquino.


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