Catania, trasporti e rischi, bus veloci = morte veloce?


Pubblicato il 10 Dicembre 2012

Mai lasciare passeggiare libera una iena….Il caso Brtdi iena in BusL’ultima genialità tirata fuori dall’amministrazione comunale efirmata, con assurda convinzione, dall’assessore alla mobilità Casconeè quella dei bus veloci BRT.A parte realizzare i lavori in questo periodo di traffico intenso enon in estate, che senso ha questa rete che dovrebbe convincere gliautomobilisti a lasciare le auto al posteggio scambiatore? Quanto stacostando all’amministrazione comunale? Che reale utilità potrà averesenza che ci siano infrastrutture e le condizioni ottimali perun’attività logistica propedeutica? Non era meglio spendere questifondi per potenziare il corpo dei vigili urbani? Perché in fondo sappaimo tuttiche il problema del traffico a Catania è l’inciviltà degliautomobilisti e che il Corpo dei vigili urbani è sottodimensionato.Abbiamo chiesto all’assessore alla mobilità, ing. Santi Cascone qualifossero stati i risultati dell’indagine (dando per scontata che siastata fatta, prima di spendere soldi pubblici) conoscitiva sullepotenzialità e sulle intenzioni di utilizzo di tale linea BRT da partedell’utenza. Sarebbe il colmo vedere poi questi mezzi viaggiare vuotisulle preziose corsie preferenziali che sono state costruite.L’assessore, via Facebook, ci ha fornito la seguente risposta “lostudio sul BRT e’ stato condotto da consulenti esterni edall’Universita di Catania. E’ un sistema adoperato in tante città noncapisco perché non deve funzionare anche da noi.” E’ una rispostasenza risposta, non snocciola dati reali, non si capisce se si ètrattato di uno studio a carattere urbanistico-logistico o dicarattere sociale rivolto agli utilizzatori potenziali. Quanto sonocostati peraltro questi consulenti esterni? Come si pretende diparagonare sistemi attivi in altre città, sic et simpliciter, aCatania? Con le sue caratteristiche urbane edinterurbane/metropolitane? Tanto valeva adottare i vaporetti dellaLaguna Veneziana. L’assessore “non capisce”? Ma ha fatto un giro incittà per rendersi conto dei problemi reali? Certo se ha assistenti econsulenti come quelli che han realizzato i nuovi cartelli dellecorsie preferenziali, aperte alle biciclette…scordandosi i taxi,aggiunti poi con un’etichetta adesiva (illegale) applicatasopra…siamo messi bene.Abbiamo anche fatto notare all’assessore Cascone quanto ora sianostrette le corsie di Via Passo Gravina dove un camion ed un suv nonpotrebbero affiancarsi, bloccando di fatto il traffico. Ma soprattuttoabbiamo posto un doppio problema di assoluta gravità che potrebbeanche portare le associazioni dei consumatori a denucniarel’amministrazione comunale catanese per attentato all’incolumitàpubblica. La corsia BRT infatti è delimitata da un cordolo plasticoalto circa 20 cm, pericolosissimo per i motociclisti, soprattutto sulbagnato e sopratutto su una strada ad elevata pendenza come via passoGravina. Peraltro l’installazione delle corsia e dei due cordoli didelimitazione ha prodotto l’eliminazione del guard-rail. Vi rendeteconto della pericolosità di quella discesa, piena di curve, senzaguard-rail e con addirittura un cordolo pericoloso non solo per imotociclisti ma che farebbe decollare letterlamente una qualunqueauto, proiettandola senza possibilità di alcun controllo da parte delguidatore verso un inevitabile frontale con auto o moto che percorranoin salita la stessa via. Ma è anche pericoloso per gli stessi autobusche ovviamente andranno ad una certa velocità (anche a 35/40km l’oravallo a fermare uno di quei bestioni in caso di guasto meccanico,malore o distrazione del conduttore etc…)Abbiamo segnalato questopericolo all’Assessore, basterebbe infatti una minima perdita dicontrollo sul bagnato, in discesa, da parte anche del guidatore diun’utilitaria, per trasformare una banale “intappata” in una strage.La risposta dell’Assessore è stata veramente desolante “Se le autorispettano il codice della strada non sbandano e non invadono le altrecorsie, non superano cordoli.” caro assessore si ricorda le centinaiadi morti sulla Catania Paternò? Le decine di morti nella rinomata”curva della morte” del raccordo? Da ingegnere dovrebbe ben conoscerele leggi della fisica e sapere che un’auto anche a bassa velocità, indiscesa, sul bagnato, può perdere aderenza per migliaia di motivi eche già da se diventa un oggetto impazzito, se poi salta su un cordolodi quel tipo diventa incontrollabile anche col rischio, in discesa, dicappottarsi. La conclusione dell’Assessore è dello stesso tenore dellerisposte sopra riportate “Non credo sia possibile pensare ancora chetutti i cittadini debbano recarsi in città con la propria auto.” Behcaro Assessore in linea teorica ha ragione, ma prima si dovrebbedotare Catania di una rete funzionale e funzionante di trasportourbano, magari attendere che sia in funzione la metropolitana daNesima a piazza Stesicoro (l’attuale tratta sembra sia, in rapporto alnumero di cittadini/utenti, la meno utilizzata al mondo!), che cisiano più vigili urbani in servizio etc. Poi sinceramente obbligare icittadini a lasciare l’auto, in capo alla Sua, rispettabilissima,opinione, non ci sembra una motivazione sufficiente.Anche via santa sofia è stata trasformata, ristrette le corsie e levato il guard rail anche li fondamentale visto la strada in discesa…Assessore Cascone, faccia Lei un’indagine personale, per una decina di giorni sifaccia dare un passaggio dai pendolari che sono costretti non tanto adarrivare a Catania in auto ma a muoversi in città provando a nonusarla. Lo faccia in discesa ed in salita, nelle ore di punta, poiprenda gli autobus, avrà modo…già nelle lunghe attese allefermate…di sentire le opinioni e le necessità delle persone. Non èche tutti possono muoversi in bicicletta, anche perché non abbiamo nei tulipani ne i canali olandesi…e manco le calli veneziane per ivaporetti di cui sopra. 


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