Ci vuole faccia! Il Pd, sì proprio il Pd, “s’indigna” contro Schifani e Cuffaro!


Pubblicato il 07 Novembre 2025

ecco il comunicato stampa:

Sicilia. Protesta Pd: “Da Schifani ennesimo atto di vigliaccheria, dimostra che il vero presidente della Regione non è lui”

Palermo, 7 novembre 2025 – “Il presidente della Regione Schifani deve fare un passo indietro. Si assuma le sue responsabilità una volta per tutte. Non basta rimuovere i dirigenti, seppur ci troviamo di fronte a un livello di inadeguatezza disarmante, quando ci sono responsabilità politiche gravissime: divulgare informazioni riservate, distribuire i bandi agli amici a discapito di giovani, dei più fragili e di chi legittimamente partecipa mentre l’assessore non si accorge di nulla come il Presidente Schifani, è sintomo di un fallimento”. Così la vicesegretaria del Pd Sicilia, Valentina Chinnici, che ha partecipato alla manifestazione promossa dal Partito questo pomeriggio a Palermo per protestare dopo il cataclisma che sta scuotendo la Sicilia in seguito all’indagine sugli appalti truccati in alcune aziende sanitarie che vede implicato anche Cuffaro, indagato per corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere assieme ad altre 17 persone.

In strada anche la presidente del Pd Sicilia, Cleo Li Calzi, i componenti della segreteria regionale Sergio Lima, Mari Albanese e Alfredo Rizzo, il presidente dell’VIII Circoscrizione, Marcello Longo, l’ex parlamentare Marika Di Marco e diversi militanti e iscritti.

“Abbiamo scelto l’assessorato alla Famiglia – spiega la presidente del Pd Sicilia, Cleo Li Calzi – perché questo è un luogo simbolo: è l’ufficio pubblico che si era trasformato anche luogo di incontri da parte di Cuffaro che da qui distribuiva i bandi agli amici mentre decine di associazioni che avevano il diritto di avere quei fondi non li hanno potuti avere”. 

“La scelta di Schifani di sospendere i dirigenti regionali – dice Sergio Lima – citati nell’inchiesta sul sistema Cuffaro è uno dei più penosi atti di vigliaccheria politica mai visti. Certo che andava fatto, ma se sospendi la dirigente e mezzo gabinetto dell’assessorato alla Famiglia e non dici una parola su chi reggeva politicamente l’assessorato stai solo mostrando di essere ancora e sempre sotto scacco. Se sospendi il dirigente che avrebbe incassato una tangente e non dici nulla sul deputato regionale che quei soldi consegna – conclude – stai solo dimostrando, per l’ennesima volta, di non essere il vero presidente della regione”. 


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