Civita, un quartiere che si svuota: l’allarme del SUNIA sul rischio “deserto urbano”


Pubblicato il 02 Aprile 2026

comunicato stampa sindacale

 Il quartiere della Civita rischia di trasformarsi progressivamente in un “deserto urbano”, svuotato dai suoi abitanti e dalle relazioni sociali che ancora oggi ne costituiscono l’identità più autentica. È questo l’allarme lanciato dal SUNIA di Catania, che denuncia un processo ormai evidente: la crescente difficoltà per i residenti di continuare a vivere nel quartiere, accompagnata dalla scomparsa dei servizi di prossimità e dall’assenza di una visione urbana orientata alla comunità.
Nonostante la presenza di cittadini che resistono e continuano ad abitare la Civita, manca una progettazione che metta al centro i bisogni reali delle persone. Gli interventi di riqualificazione urbana, infatti, non stanno producendo benefici concreti per chi vive il quartiere, ma contribuiscono a svuotarlo di funzioni e significato.
Un esempio emblematico è rappresentato da piazza Duca di Genova: recentemente riqualificata, non è più utilizzata come parcheggio ma risulta oggi sostanzialmente inutilizzata. La chiusura del piccolo e storico ufficio postale ha ulteriormente indebolito la vitalità dell’area, privando i residenti di un servizio essenziale e di un importante punto di aggregazione.
A questo scenario si aggiunge la crescente diffusione delle case vacanza, che sta riducendo drasticamente l’offerta abitativa per i residenti di lungo periodo. Una dinamica che accelera lo spopolamento e altera l’equilibrio sociale del quartiere.
“Ci chiediamo se l’amministrazione abbia realmente considerato cosa serve alla Civita e a chi la abita”, dichiara Agata Palazzolo, segretaria del SUNIA Catania. “Dopo la pandemia si è parlato molto del valore delle comunità e delle relazioni di vicinato, ma nei fatti continuiamo ad assistere a trasformazioni urbane che ignorano completamente queste esigenze”.
Ulteriore motivo di preoccupazione è la recente demolizione della ex palestra Lupo, spazio che, seppur abbandonato, era stato riappropriato dai giovani come luogo di aggregazione spontanea.
“Ancora una volta si elimina uno spazio di socialità senza offrire soluzioni sostitutive”, sottolinea Giusi Milazzo, componente del direttivo nazionale SUNIA. “Serve un cambio di paradigma: la riqualificazione urbana deve partire dalle persone, non escluderle. Ribadiamo la necessità urgente di politiche abitative e urbane che contrastino lo spopolamento, tutelino i residenti e promuovano la creazione di spazi e servizi capaci di rafforzare la coesione sociale. Senza comunità non esiste città”.


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