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Comunali Agrigento, Mpa-Grande Sicilia: “Troppi distinguo, adesso servono responsabilità e compattezza”
Pubblicato il 28 Maggio 2026
“Sulle elezioni comunali di Agrigento stiamo leggendo comunicati e interviste che lasciano più interrogativi che risposte. Non è chiaro a cosa siano finalizzati: a individuare capri espiatori? A prendere le distanze da responsabilità che appartengono a tutti? A mettere le mani avanti in vista del 7 e 8 giugno? O, ancora, a riabilitare oggi ciò che ieri si è denigrato, arrivando perfino a elogiare Franco Miccichè dopo averlo pubblicamente sminuito?
È noto che, appena designato, Dino Alonge ha aperto con grande disponibilità all’intero centrodestra, senza esclusioni. È altrettanto evidente che la candidatura di Luigi Gentile ha rappresentato un “no” a quella apertura.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Non possiamo fingere di dimenticare la lunga sequenza di nomi proposti e poi scartati: troppo adulti, troppo giovani, troppo iscritti o troppo poco iscritti, “non conviene”, “non abbiamo la classe dirigente”. Una sorta di roulette che ha logorato credibilità e compattezza.
Eppure, si continua a sostenere che il centrodestra rappresenti il 70% degli agrigentini e che sarebbe inaccettabile consegnare la guida della città ai Sodano o ai La Vardera a pochi mesi da elezioni di ben più ampia rilevanza politica.
Se davvero si crede in questa responsabilità, allora questo è il momento di impegnarsi, di metterci la faccia, non di moltiplicare parole e distinguo.
Accanto a un uomo, Dino Alonge, di cui tutti riconoscono signorilità, equilibrio e valore umano e politico.
Non sfugge a nessuno che il centrodestra, ad Agrigento, non si gioca soltanto la sindacatura di una città dal prestigio storico e culturale impareggiabile, prima ancora che economico e sociale.
Il centrodestra si gioca molto di più: la propria tenuta, la propria credibilità e, grandemente, la stabilità stessa del Governo regionale”.
Lo dichiara il coordinamento regionale Mpa-Grande Sicilia.




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