Concetta Raia: “Piantumare un milione di alberi nelle città siciliane”
Pubblicato il 25 Settembre 2026
Piantare alberi, eliminare l’asfalto dove possibile e creare parchi urbani e percorsi ciclo pedonali. Non consumare più suolo ma, al contrario, restituirne di libero alla collettività. Concetta Raia, già deputato regionale del Partito democratico, torna sulla questione climatica, sollevata recentemente dalla stessa in una nota, e riemersa prepotentemente dopo le recenti piogge che hanno messo in difficoltà cittadini e amministrazioni, sia in Sicilia sia nel Catanese. “È all’ordine del giorno delle principali città europee che stanno affrontando concretamente la questione climatica e l’impatto del calore sulle aree urbanizzate – tuona Raia. Barcellona, Porto, Berlino, Stoccolma, ma anche Milano stanno mettendo a punto piani concreti per adeguare le città alle nuove sfide climatiche, eliminando asfalto, depavimentando, realizzando parchi e percorsi ombreggiati. La Sicilia resta invece ferma al palo, nonostante le temperature roventi dell’estate appena trascorsa, con rilevamenti al suolo in alcuni casi di 55°”. Bisogna ripensare con urgenza gli spazi urbani, identificando aree da trasformare in parchi o piccoli rifugi climatici, in ogni quartiere di ogni realtà che difetta di verde. “Abbiamo appreso che il Comune di Palermo sta lavorando in questa direzione – prosegue – ma occorrono fatti, azioni urgenti che mitighino oggi gli effetti del cambiamento del clima. Non domani, non prima o poi. Adesso!”.
Il caso Catania allarma Raia che si unisce al coro di associazioni che, capitanate da Cittainsieme, contestano la nuova proposta progettuale di Corso Martiri della Libertà. “Catania ha un’occasione imperdibile per trasformare il centro storico e svoltare verso la vivibilità e invece, la cura pensata da chi propone il futuro corso Martiri della Libertà è ancora cemento. Palazzi e alberghi, che non si sa bene chi dovrebbe occupare, in una realtà urbana sempre più ostica, dove i residenti vengono cacciati e le possibilità di migliorare la vita di tutti vengono trasformate in occasione di monetizzare per pochi. Mi unisco alle richieste delle associazioni di ripensare al progetto e immaginare, lì, una grande area verde. Insieme a quella degli Orti della Susanna – anche qui, c’è da stare attenti alla colata di cemento che resta una minaccia – costituirebbero due polmoni fondamentali”. Senza dimenticare i risvolti dal punto di vista idrogeologico che, gli alberi e le zone verdi, avrebbero nell’assorbire l’acqua piovana, evitando gli allagamenti che si verificano a ogni pioggia intensa nelle città. “Quanto sta accadendo con le prime pioggia a Palermo, a Catania o nella costa Ionica nei giorni scorsi ci fa capire che siamo già in ritardo – incalza– e che il nostro territorio non può più aspettare”.
Raia ricorda che la Sicilia ha approvato nel 2025 l’aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEARS) 2030, che comprende rinnovabili, efficienza energetica e mobilità elettrica. “Esiste inoltre il PR FESR Sicilia 2021-2027, con una specifica “Priorità 2 – Una Sicilia più verde”, destinata anche a energie rinnovabili e transizione energetica. E nel 2025 – sottolinea – è stato costituito l’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici, pensato proprio per fornire supporto scientifico alle politiche di mitigazione e adattamento. Ma tutto questo, sono convinta, resterà solo sulla carta e le risorse ad esse assegnate non saranno, come al solito, utilizzate in tempi veloci.
La Regione individui con urgenza risorse da utilizzare subito, per piantumazione di oltre 1 milione di alberi e ripensare i nostri centri urbani: la politica deve avere il coraggio di agire. Il governo della Sicilia è o no nelle condizioni di optare, ora e adesso, verso una modalità di sviluppo e di crescita orientando la politica verso la sostenibilità e le città sempre più verdi? Ciò aiuterebbe i cittadini tutti nella costruzione di un futuro migliore e sostenibile”.




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