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“CoronaCrisi”, un comune…”asociale”: famiglie protestano davanti assessorato ai servizi sociali
Pubblicato il 25 Maggio 2020
Riceviamo e pubblichiamo:
“Pentole vuote, disperazione e rabbia per le richieste inascoltate
Protesta sui Buoni Spesa sotto l’assessorato ai servizi sociali di Catania, in via Dusmet 141
Cresce ancora la protesta sotto la sede dei servizi sociali, da parte delle tantissime famiglie escluse dagli aiuti, come i buoni spesa, che avrebbero dovuto garantire un minimo sostegno in questo periodo di estrema difficoltà.
Armate di pentole, vuote, a simboleggiare l’impossibilità di non avere più cosa mangiare, in tanti e tante si sono disposti attorno all’assessorato alle politiche sociali battendo sulle pentole quanto più forte possibile.
E’ un grido di disperazione e rabbia. Nelle scorse settimane più volte era stato chiesto un incontro all’assessore Lombardo, chiarimenti, collaborazione, ma le porte di via Dusmet sono rimaste chiuse, così come staccati sono stati i centralini in questi mesi.
“E’ nei momenti di più grande difficoltà che le istituzioni devono più che mai aprirsi alla città. Rifiutarsi di ascoltare le esigenze dei cittadini, è un atto grave dichiara il Comitato Reddito-Casa-Lavoro.
“Sappiamo che ogni comune ha ampi margini di manovra sulla gestione dei fondi destinati a questi aiuti e pertanto non possiamo che chiedere delle modifiche, come già successo in altre città” dichiara Simone Di Stefano del Comitato.
Tra le tante persone diverse sono rientrate tra gli “idonei ma non beneficiari”. Elena racconta:”Avrei diritto ad avere aiuto, ma alla fine non lo riceverò. Cioè hanno chiaro che stiamo morendo di fame, ma nemmeno rispondono al telefono. E’ una vergogna!” “.




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