Coronavirus: dramma e commedia italiana


Pubblicato il 02 Aprile 2020

C’è una frase che ieri Conte ha pronunciato e che si aggira per il Paese e che  ci frulla nella testa: “convivere con il virus”. Adesso si mettono in moto i soliti queruli che cominciano a criticare la comunità scientifica che suggerisce queste espressioni al capo del governo. Forse sarebbe meglio prendersela con lui(eccesso di trasparenza?) che ha pronunciato delle parole che era meglio paludare o dissimulare. Nonostante tutto ciò una cosa appare certa e, cioè che il nemico invisibile non se ne andrà  presto anche dopo la fine dell’emergenza e  occuperà ancora gli spazi della nostra esistenza  non abbandonandoci completamente .

Anzi forse potrebbe andare in ferie nel periodo estivo regalandoci un tregua per poi ritornare probabilmente ripresentarsi in autunno. Ma nessuno in Italia o nel mondo sa darci  risposte  certe, scientificamente puntuali e precise e la colpa dell’ assenza  ai quesiti inquietanti posti  non è di nessuno. D’altra parte come tante  altre risposte che nessun virologo, biologo, infettivologo e epidemiologo di fama nazionale o internazionale riesce a darci con certezza e sicurezza.

Allora bisogna solamente abituarsi o adattarsi in fieri  al buon senso che ci impone regole di comportamento nuove e diverse in cui la distanza sociale in pubblico e le stesse regole che teniamo oggi quando usciamo devono essere rispettate o fatte valere anche nel futuro. Così non c’ è bisogno che dall’alto nessuno ci richiami a rispettarle con decreti o ci rimproveri aspramente “scatenandosi” se non lo facciamo. Nessuno comunque sa se neanche per  quanto tempo durerà queste regole o meglio  tali accorgimenti e mi (s)piace che nessun nostro politico nazionale, regionale o locale possa illuminarci. Forse è meglio che ci educhiamo a tale ovvia scoperta e ciò senza che altri ci costringano a farlo  in attesa, speriamo presto,  del miracoloso antidoto alla malattia.

Riusciremo a cambiare qualcosa della banale  quotidianità. Riusciremo  ad educarci ai sentimenti e alle emozioni. Riusciremo a riconciliare la nostra identità con il mondo circostante. Riusciremo a rispettare  la  natura. Riusciremo a non essere indifferenti. Riusciremo a non pensare ai consumismo sfrenato. Riusciremo a non praticare solo al profitto. Riusciremo ad essere responsabili. Riusciremo ad esseri liberi con dei limiti. Riusciremo a non essere maleducati. Riusciremo ad ascoltare gli altri. Sono alcune delle esclamazioni o interrogativi da porsi dopo il panico collettivo e solo i posteri che traguardano la nostra esistenza potranno confermarlo o negarlo. Forse, però, basta solo quel che diceva Kant riusciremo ad affermare l idea “che l’uomo sia un fine e non un mezzo”.

Rosario Sorace.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

2 min

Mentre la “Catania perbene” (quella mescolanza di ordinaria borghesia omaggiante la magistratura per esigenze di classe e di portafoglio) si schiera, in larga parte, per il “NO” al referendum di marzo sulla “riforma Nordio”, i problemi della “giustizia” catanese restano sempre gli stessi. Da decenni. Come, ad esempio, le sedi giudiziarie, dove le illegalità sono […]

1 min

La legge di bilancio 2026, legge n. 206/2025, ha introdotto una nuova misura di definizione agevolata dei debiti fiscali, la cosiddetta rottamazione quinquies. Uno strumento che consente ai Comuni di attivare forme di definizione agevolata dei tributi locali, permettendo ai contribuenti di saldare il dovuto senza il peso di interessi e sanzioni maturate nel corso […]

4 min

CATANIA – Sabato 31 gennaio MaisonArt vi aspetta a partire dalle 20.30 al Fil Rouge in Via Firenze 229 B, Catania, per un nuovo appuntamento con la cultura e la musica. La poetessa Angela Bonanno ci farà vivere momenti magici con le sue poesie in dialetto siciliano. Un appuntamento esclusivo che celebra le radici e […]

1 min

«Esprimo piena soddisfazione per l’esito dell’incontro che ieri l’assessore regionale all’Agricoltura ha avuto con i rappresentanti delle associazioni di categoria in merito all’emergenza agricoltura determinata dal ciclone Henry». Lo dichiara il deputato regionale del gruppo Mpa–Grande Sicilia, on. Giuseppe Lombardo, che richiama però la necessità di passare rapidamente dalle interlocuzioni alle misure concrete. «Dobbiamo tuttavia constatare – […]