Cronaca, Catania: domani manifestazione del Comitato “No DDL Pillon”


Pubblicato il 21 Marzo 2019

Cgil di Catania 
Comunicato stampa 
 
Domani venerdì 22 manifestazione del Comitato “No DDL PIllon”  a Catania alle 17 davanti hotel Nettuno in occasione del convegno al quale parteciperà il senatore leghista. “Attacca violentemente donne e bambini. Noi non ci stiamo!”
 
Venerdì 22 marzo si terrà a Catania alle ore 17, la manifestazione organizzata dal comitato catanese  no “ DDL PIllon” di cui fa parte anche la Cgil di Catania, insieme a Ragna Tela, ShamOfficine, Udi, Uil Catania.
 
Hanno inoltre aderito alla manifestazione la Cgil Sicilia e lo Spi Cgil Sicilia. 
La manifestazione si terrà di fronte all’Hotel Nettuno in via Ruggero di Lauria 121 e si svolgerà  in occasione del convegno dal titolo “Per la famiglia di sempre, una svolta identitaria” a cui sarà presente il senatore della Lega Simone Pillon, membro e promotore del gruppo parlamentare Vita Famiglia e Libertà, promotore del DDL omonimo, organizzatore, tra gli altri, del Congresso italiano per la famiglia che si svolgerà a Verona dal 29 al 31 marzo.
 
“Secondo Pillon esiste solo un tipo di famiglia: la famiglia eterosessuale mononucleare. – si legge nel manifesto dell’iniziativa organizzata dalle sigle catanesi- Noi sappiamo benissimo che le relazioni sono molteplici e complesse, così come sappiamo che è proprio nella famiglia “tradizionale”, ovvero patriarcale, promossa da Pillon che si produce e riproduce un modello sociale gerarchico e sessista: è il luogo dove si verificano la maggior parte delle violenze e oppressioni di genere e dove il lavoro riproduttivo delle donne viene sistematicamente invisibilizzato.
Pillon, con il suo DDL, intende attaccare violentemente donne e bambini. Noi non ci stiamo! Siamo contro il DDL Pillon perché: Colpisce le persone più povere – separarsi sarà più difficile e costoso e bisognerà ricorrere obbligatoriamente alla mediazione familiare a pagamento; Nega a bambine e bambini la possibilità di scelta e il diritto di espressione. La «bigenitorialità», così come intesa nella proposta di legge, imporrà una rigida spartizione del tempo da passare con figli e figlie, che dovranno sottostare al «piano genitoriale» redatto dal «mediatore familiare»; L’assegno di mantenimento verrà abolito, rendendo ancora più difficile la vita delle donne che decidono di divorziare, già penalizzate da un mercato del lavoro che in cui sono pagate meno degli uomini a parità di mansioni e che le penalizza se portano avanti una gravidanza; Non tutela chi è vittima di violenza – Finché la violenza domestica non è «comprovata», bambini e bambine saranno costretti ad avere rapporti con il padre violento e una donna che denuncia la violenza subita dal marito, sarà facilmente sospettata di manipolare i figli contro il padre, rischiando di perdere la «responsabilità genitoriale».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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