CRONACHE DEL REGIME, APPALTO SPIAGGE: ANCHE IL CGA DA’ RAGIONE A FRAGGETTA!


Pubblicato il 19 Novembre 2018

di iena giudiziaria marco benanti

Ennesima brutta figura del comune di Catania nella vicenda dell’appalto delle spiagge libere e dei solarium: una storia che abbiamo raccontato altre volte, in cui è venuto fuori il peggio del peggio del “sistema Catania”, fra malamministrazione, “puzza” di imbroglio e di altro. Una vicenda, risalente all’epoca dell’amministrazione Bianco, rappresentata anche dall’assessore all’ecologia e alla legalità Saro D’Agata (nella foto), che pochi in consiglio comunale hanno avuto il coraggio di denunciare, come nel caso di Manlio Messina di Fratelli d’Italia che la sollevò, spesso in solitudine.

In soldoni: la ditta Fraggetta dopo aver vinto, era stata dichiarata dal comune “inaffidabile”. Quindi, revocata. La giustizia amministrativa ha completamente ribaltato questo giudizio: non solo, la giustizia penale si sta occupando dello stesso appalto https://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=8660 

Ora, anche il Cga dà ragione alla ditta Fraggetta respingendo l’appello del comune contro la sentenza del Tar di Catania, datata 29 giugno 2017, con la quale era stato accolto il ricorso della ditta Fraggetta Giuseppe &C. contro il provvedimento di annullamento dell’aggiudicazione provvisoria in suo favore dell’appalto delle spiagge libere. (vedi link https://www.ienesicule.it/ultimora-appalto-spiagge-comune-insabbiato-dal-tar-vince-fraggetta-bocciata-lazione-dellamministrazione/ )

Non solo il Cga ha condannato il comune alle spese processuali (tremila euro più accessori). Tombola!

Cosa scrive, fra l’altro, il Cga: “…Ora – come correttamente rilevato dal Giudice di primo grado – nella fattispeciededotta in giudizio la stessa Amministrazione appellante aveva riconosciuto che alcune pregresse ‘inadempienze’ della ditta Fraggetta Giuseppe & C. (ritardo nell’apertura al pubblico di alcune strutture di servizio per il miglior funzionamento della spiaggia) non erano ad essa soggettivamente imputabili non essendo riconducibili ad alcuna sua condotta colpevole, né alla sua volontà….” E ancora:

Ciò esclude – all’evidenza – che il comportamento della ditta in questione possa essere stigmatizzato come gravemente negligente, o negligente a tal punto dall’aver fatto venir meno ogni fiducia, da parte dell’Amministrazione, nei suoi confronti.

Per il resto, e cioè per quanto concerne le altre presunte inadempienze, non può

essere ignorato che a fronte delle stesse l’Amministrazione non ha reagito con la proposizione di azioni legali, e neanche con l’adozione di misure di autotutela. Come il Giudice di primo grado non ha mancato di rilevare, anche tale atteggiamento remissivo (se non addirittura indulgente) dell’Amministrazione Lascia intendere che le inadempienze in questione non siano state – e comunque non sono state considerate – talmente gravi e “colpevoli” da determinare il venir meno di ogni fiducia nei confronti della ditta appellata…”

Insomma, l’amministrazione Bianco (di cui alcuni “pensatori progressisti” hanno nostalgia) ha fatto l’ennesimo danno. Se ne sentiva -visto i tempi dissestati- il bisogno.

 

 

 

 


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