Cronache della “legalità spacchiosa” della “primavera bianchista”


Pubblicato il 05 Marzo 2015

di Ignazio De Luca

La giunta più legale d’Italia, a chiacchiere, sicuramente è quella del “Bianco IV”. Non solo mantiene in carica, contro ogni decenza istituzionale, un capo di gabinetto mendace, reticente e senza titoli, non solo usa le partecipate come bancomat da “ricarica usa e getta”, per addetti stampa e mezzana di favoritismi politicamente scorretti, non solo incarica “super esperti del nulla” o quasi, con conseguente danno erariale di cui prima o poi l’amministrazione della legalità targata Bianco dovrà probabilmente rispondere; non solo, da un po’ di tempo si arroga anche competenze che per legge spettano al consiglio comunale.

Tale appropriazione indebita di funzioni è iniziata col “favore” (please altra querela “assessore 595 comma 3”?) fatto alle imprese della cartellonistica ché una giunta, sensibile ai voleri dei “caporioni” del settore, ha modificato la distanza dei cartelloni dagli incroci, inserendolo nel così detto “accordo rivoluzionario, col quale il comune guadagnerà tanto..” – così l’ “assessore 595 comma 3”.

La giunta ha continuato ad appropriarsi di funzioni non sue, ma proprie del consiglio comunale, quando avrebbe voluto istituire la sosta notturna sugli stalli blu, ma una sollevazione dei residenti ha bloccato la “bravata”.

“Bravata” che invece in atto si perpetua sulle rotonde e nel nuovo e ancor più caotico, assetto viario di via G.D’Annunzio e dintorni. Ebbene esperti del nulla sanno che il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) contiene la viabilità generale di tutta la città. Questo piano è stato approvato con deliberazione dal consiglio comunale nel 2013.

Nessuna variazione può essere apportata al piano della viabilità urbana senza ulteriore delibera del consiglio la cui competenza, in materia di traffico è esclusiva e non certamente ratificativa delle modifiche (illegittime) assunte dalla giunta.

Pertanto non solo le rotonde di via D’Annunzio sono illegittime, ma addirittura si configura danno erariale per tutte le risorse che l’amministrazione ha speso per allocare prato o altro.

A questo punto la domanda legittima è una sola: il responsabile dell’ufficio traffico urbano (UTU) dorme il sonno dei giusti?

 


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