CRONACHE LETTERARIE, LIDO DEI CICLOPI: PRESENTAZIONE DEL PRIMO ROMANZO DI NINO MILAZZO


Pubblicato il 23 Agosto 2014

di Ignazio De Luca Iena letteraria

 

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In uno degli scenari più straordinari della costa ionica siciliana, e non solo, il Lido dei Ciclopi, Nino Milazzo, decano dei giornalisti insieme a Scalfari, ha presentato la sua prima “fatica”, come scrittore: “l’Uomo dei tramonti che amava la politica”.

Accanto al neo scrittore, il migliore giornalista scrittore che questa nostra Sicilia, abbia finora espresso -nemo profeta in Patria- Alfio Caruso.
Accanto a loro Egle Doria, bella e brava attrice che ha letto alcuni brani del libro, “interpretandoli” magistralmente;
Pucci Giuffrida, il padrone di casa, amministratore giudiziario, raro esempio, per legge dovrebbe essere materia di studio in un Master, sulle modalità di amministrazione dei beni confiscati alla mafia. Il lido dei Ciclopi e il Sigonella INN, sono in quella misera percentuale ( il 2%) con gestione positiva che producono  reddito e continuano a dare lavoro; proprio come quando erano gestiti dalla mafia!

Non citeremo il filosofo che ha introdotto “l’Uomo dei tramonti che amava la politica”, per aver letto quatto paginette, al numeroso pubblico intervenuto, senza mai alzare lo sguardo dai fogli.

Il libro che Alfio Caruso ha definito, uno spaccato attuale di Catania, snoda la sua trama nel racconto che ne fa Federico-Nino, che usa pseudonimi per tutti i personaggi della vicenda: gli amici agevolmente individuabili, nello stesso Alfio Caruso, Tino Vittorio e Franco Merlo.

Il politico Pietra, “gigante in Sicilia, nano a Roma”, dalle schegge tratteggianti che Federico-Nino colora, ci sembra un “misto” tra Lombardo, Firrarello, Castiglione.

L’avvocato Furneri, il maneggione che controlla tutti gli affari della città, con la connivenza di imprenditoria e burocrazia corrotte, che a metà libro, un atletico Killer “mata”, insieme alla donna che l’accompagnava a Palazzo Platamone, così da garantire a tutta la buona borghesia la tesi che ” fu questione di fimmini” e che la mafia nulla c’entra, potrebbe essere l’ “imperatore” dell’editoria Siciliana? La rappresentazione dell’eliminazione fisica, forse, con le indagini che ormai si protraggono da mesi, con l’accusa di appoggio esterno all’associazione mafiosa?

Sarete costretti a leggere il libero per avere un’opinione ? Euro 14,00 edizioni il Sole.

tt

Ps: uno dei momenti più elettrizzanti del pomeriggio, indubbiamente, è stata questa partita a carte, 

sotto la supervisione del docente di storia Tino Vittorio, vero appassionato della materia (la storia)


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