A Catania, in particolare nelle periferie, si ripropongono sempre le stesse cose: quando piove, la città si allaga, l’asfalto va via, serve una riqualificazione del manto stradale. La Lega Confelp Catania sottolinea che il camion che si occupa dei tombini, in particolare della pulizia e manutenzione, in alcune zone non si vede. Occorre, quindi, un […]
CRONACHE ROSSAZZURRE…D’UN TEMPO “BUIO”: QUANDO LA COMMISSIONE DI COLLAUDO DISPOSE LA PERIZIA PER UNA SCUOLA ALL’IMPRESA RENDO CHE LA COSTRUIVA! MA PER FORTUNA CERTE COSE NON SUCCEDONO PIU’!
Pubblicato il 20 Agosto 2014
Un tempo, nella “Prima Repubblica”, sotto l’Etna accadevano cose che veramente destavano indignazione. Come quanto ora riportiamo, da un testo sul “sistema democristiano a Catania” del sociologo Mario Caciagli.
Ma per fortuna è roba del passato, certe modalità operative non si vedono più…E la legalità trionfa, sempre! E la società civile applaude, vero bravi borghesi?
a cura di iena con la testa al passato marco benanti
“…in base alla legge 641 sulla edilizia scolastica per il quinquiennio 1967-71 viene finanziata la costruzione dell’Istituto Gemmellaro, spesa prevista un miliardo e settecento milioni; la Provincia è ente concessionario dello Stato per la costruzione, vincitrice per l’appalto è l’impresa Rendo. La Provincia fa una perizia geognostica sulla consistenza del terreno accertandone la possibilità di resistenza alla costruzione dell’edificio, ma viene clamorosamente smentita dalla stessa impresa Rendo la quale sostiene che la consistenza dei terreni non è affatto quella accertata dai tecnici della Provincia, ma notevolmente minore.
La Commissione di collaudo dispone quindi una nuova perizia, e la affida alla stessa impresa Rendo(!).
Prima ancora però che questa perizia sia completata, l’impresa, autorizzata dai funzionari della Provincia, nell’agosto del 1971 dà inizio ai lavori. Così, nel luglio, non solo le fondamenta sono costruite, ma il palazzo è costruito sino al terzo piano.
Comunque sia, sulla base della perizia compiuta dalla impresa Rendo, la stessa impresa chiede non solo il miliardo e settecento milioni già pattuito, ma una nuova somma di crica 700 milioni, quelli cioè spesi in più in base alla variante del progetto….”
(“Democrazia Cristiana e Potere nel Mezzogiorno”, Mario Caciagli, pag 484)





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