Cronache sindacali, Catania: domani sciopero e manifestazione della Cub Siciliana


Pubblicato il 25 Ottobre 2018

Domani mattina sciopero generale e manifestazione della Cub Siciliana, il sindacato di base. Fra le vertenze sollevate per la loro drammaticità la condizione dei 170 licenziati del Cara di Mineo (“taglio democratico” delle risorse deciso dall’allora Ministro Marco Minniti), quella dei lavoratori della Multiservizi (circa 500) da due mesi senza stipendio, quella degli operatori igienico-sanitari (circa 100 lavoratori). 

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese non risponde sulla richiesta di una conferenza di servizi: insomma, resta silente.

Ecco il programma di domani:

26 OTTOBRE 2018 – SCIOPERO GENERALE

MANIFESTAZIONE DELLA CUB SICILIANA CON CONCENTRAMENTO ALLE ORE 9,30 A CATANIA PIAZZA STESICORO, CORTEO LUNGO VIA ETNEA, PREFETTURA, ASSEMBLEA A PIAZZA UNIVERSITÀ

Aumentare i salari e le pensioni.

Ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, per favorire l’ingresso dei disoccupati

Aumentare l’occupazione: eliminazione del jobs act, della precarietà lavorativa, dei contratti-truffa (a termine, di breve durata), dello sfruttamento camuffato da “nuove opportunità lavorative” con salari irrisori e umilianti

Salute e sicurezza nei posti di lavoro.

Investimenti pubblici per la salvaguardia e la messa in sicurezza dell’ambiente e del territorio, con conseguente creazione di nuovi posti di lavoro funzionali a combattere il degrado.

Pensione a 60 anni o con 35 anni di contributi, separazione spesa per previdenza da spesa per assistenza.

Rappresentanza sindacale con elezioni libere, democratiche, aperte a tutte le liste.

Difesa del diritto di sciopero.

Diritti universali alla salute, all’abitare, alla scuola e alla mobilità pubblica: garanzia di occupazione per i precari, supporto pieno ai più deboli e ai disabili, servizi pubblici dignitosi ed efficienti al Sud.

Contro la guerra e le spese militari, per la smilitarizzazione della Sicilia, per lo smantellamento del MUOS, per l’impiego delle ingenti somme dedicate alla difesa (68 milioni di euro al giorno) in attività utili alla società, in modo da porre un freno all’emigrazione dei giovani e rendere vivibili le nostre città.

Abolire le diseguaglianze salariali, sociali, economiche, di genere e quelle nei confronti degli immigrati per una società plurale, solidale e partecipata dal basso.

A cura di Iena al Servizio della Reazione Marco Benanti


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