Difficile ma non impossibile Il Popolo della famiglia unica alternativa politica di questo Paese


Pubblicato il 03 Settembre 2018

Si conclude con successo il 2017 per il Popolo della Famiglia, movimento politico fondato da Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo che oggi, 30 dicembre hanno incontrato a Roma al Centro Congressi Cavour per la seconda assemblea del partito centinaia di persone accorse autonomamente e senza sovvenzioni da tutta Italia, isole comprese, in difesa della famiglia italiana e dei principi non negoziabili, con il solo obiettivo di cambiare la storia il 4 Marzo con le prossime elezioni.

Ricordiamo che il Popolo della Famiglia è l’unico movimento politico nato dai Family Day in difesa delle famiglie italiane e dei principi non negoziabili ed è stato fondato l’11 marzo 2016 da Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo, rispettivamente presidente, segretario nazionale e coordinatore nazionale. Oggi, durante la gremita assemblea si sono illustrate le linee guida tecniche e giuridiche della prossima campagna elettorale del Popolo della Famiglia che avrà liste uni e plurinominali sia al senato che alla camera. In alcune regioni ci saranno elezioni comunali e a Roma si voterà in alcuni municipi. Il PdF avrà due commissioni: una dedicata al programma e una alle candidature Nazionali. Ambedue le commissioni avranno un presidente. Adinolfi ha precisato che il PdF si presenterà da solo alle nazionali, seppur è disponibile a collaborare con la maggioranza, se questa, seguirà le condizioni del Popolo della Famiglia. “I Cattolici – ha affermato con fermezza il presidente del PdF – devono sapere che non faremo inciuci ma saremo esplicita ispirazione cristiana. Ci occuperemo di modifiche radicali alle politiche familiari, quelle di cui, negli ultimi 25 anni, nessuno si è occupato, chiederemo il reddito di maternità da varare con un decreto legge nel primo Consiglio dei ministri, un provvedimento che costa solo due miliardi di euro ma che rappresenta una risposta concreta alla denatalità. E poi, il quoziente familiare e la libertà scolastica. Inoltre, saremo le sentinelle per ostacolare leggi su matrimonio gay, utero in affitto, cannabis libera, eutanasia e propaganda gender.” “E’ chiaro e fondamentale che un programma politico non s’inventa, si vive – ha affermato ai suoi fratelli, come li definisce, Di Matteo – amo sempre citare il mio maestro di Fede e di Politica, Don Luigi Sturzo. Dobbiamo avere presente la sua frase: Nella politica, come in tutte le sfere dell’attività umana, occorre il tempo, la pazienza, l’attesa del sole e della pioggia, il lungo preparare, il persistente lavorio, per poi, infine, arrivare a raccoglierne i frutti.” “Noi puntiamo al 3% nazionale – precisa Adinolfi – è un traguardo molto ambizioso. Considereremo flop uno zero virgola. L’uno per cento sono più di trecentomila persone. Il due per cento sono quasi settecentomila persone. Un movimento che possa contare su centinaia di migliaia di persone non è un flop. Ferrara (0,37) è un flop. Magdi Allam (0,15) è un flop. Se pure noi ci ripeteremo su quel livello di percentuale, allora sarà un flop.
La legislatura che si chiude ha approvato provvedimenti inutili su diritti civili ed ha sprecato tempo e risorse su problematiche di secondaria importanza. Gli italiani hanno bisogno di lavoro per tutti, aiuti alle famiglie, ai malati, ai terremotati, agli anziani ed ai poveri! Da qui si riparte: il 4 marzo dobbiamo cambiare rotta!”


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