“Drogati” di protagonismo sui social


Pubblicato il 09 Agosto 2025

Viviamo nella società dell’apparire. A tutti i costi. Anche bleffando. Apparire felici, anche se non è vero. Mostrarsi competenti su tutto, copiando pensieri altrui. Rendere pubblica la propria vita privata.  

Postare in modo compulsivo per molti è diventato un lavoro quotidiano. Con un solo obiettivo: ottenere approvazione. Nell’era dei social si va a caccia di like e visualizzazioni. E non importa se si tratta di like messi a caso o visualizzazioni da scroll. Diciamolo: quella attuale è una società “drogata” di protagonismo. Alla ricerca costante di visibilità. E così i social sono pieni zeppi di foto al mare, al ristorante, al concerto. Di video in discoteca, a bordo piscina o in aeroporto. Ci sono poi i “reportage” di vacanze, feste di compleanno e di serate con amici e parenti.

E ancora: commenti alla notizia del giorno, o ad un post di un’amica o un amico, recensioni culinarie, auguri di compleanno e onomastico. E non possono mancare le condoglianze o il ricordo dei defunti. E che dire degli anniversari di nozze o fidanzamento. Tutti devono sapere. Tutti devono vedere. Per non parlare delle pose ammiccanti. Degli abiti succinti. Del linguaggio sempre più spesso volgare. E’ evidente che dietro a questo tipo di comportamenti, nella stragrande maggioranza dei casi, si nasconde un disagio. Ed è spesso una condizione di malessere grave. E i social, per tantissimi, evidentemente sono una sorta di “psicofarmaco”.

Ma il benessere momentaneo è una illusione. Dietro al like o alle visualizzazioni non c’è assolutamente nulla. Tutto ciò crea soltanto dipendenza. E il disagio anziché diminuire, aumenta sempre più. Ma perché tutto ciò? Ma non sarebbe meglio utilizzare il tempo sprecato in rete per coltivare rapporti reali, autentici e face to face? Che strana società!

di iena riservata.


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