Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande del pubblico – a Taormina – sulla vicenda dell’aeroporto di Catania, si è detto favorevole alla privatizzazione di tutti e quattro gli scali siciliani, non solo quello catanese e comisano. “Io credo che la strada sia questa: mi auguro che la Sicilia […]
Emergenza Catania: pubblico a casa…squadra in albergo (durante la partita)
Pubblicato il 24 Ottobre 2019
Finisce tra fischi e insulti la prima di Lucarelli contro un Bisceglie, per nulla irresistibile, specchio fedele di una terza serie che calza, purtroppo, a pennello al CATANIA dei nostri giorni.
La solita squadraccia inguardabile, confusa, pasticciona e approssimativa, leggermente migliorata dalla presenza
(finalmente!) di Biagianti e Marchese, delude ancora una volta i pochi intimi radunatisi al Massimino, nella vana speranza di un miracolo.
Difesa come sempre allegra, centrocampo ancora senza un idea precisa, attacco spuntato nonostante la foga spesso ingiustificata di un sempre più impreciso Di Piazza.
Discorso a parte invece merita Curiale, ormai smarritosi definitivamente e orrida copia del bomber ammirato solo 2 anni fa: probabilmente il ragazzo attraversa, da troppo tempo in verità, una crisi dovuta a chissà quali fattori, che lo hanno reso giocatore sempre avulso dal gioco, impacciato, mai decisivo e sciupone sotto porta da impazzire.
Il risultato di parità è chiaramente giusto: una formazione senz’anima giustamente beccata dagli appassionati presenti, non può pensare di continuare a giocare partite indecenti con la pretesa di vincerle anche.
A Lucarelli l’ingrato compito di raddrizzare le sorti già compromesse di un campionato dominato da una super Reggina, ai meravigliosi tifosi rossoazzurri per ora, solo bocconi indigesti e collere e gogò…
Ragazzi vi svegliate o no? Ma quando?
Domenica arriva il Bari, fuori…l’orgoglio please, almeno quello…
Iena rossoazzurra




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