Fontanarossa, il cavo di una stampante non può aver provocato il rogo


Pubblicato il 28 Luglio 2023

Iena dubbiosa

Che il cavo di una stampante possa aver causato il rogo in aeroporto è inverosimile. Quasi tutte le stampanti vengono alimentate a 12 volt. Si tratta di una tensione molto bassa e un corto circuito difficilmente determina un incendio. Un interruttore salva vita, in ogni caso, è presente ovunque e alla minima dispersione stacca l’alimentazione per evitare il peggio. Come mai non è accaduto? Stesso discorso vale per un condizionatore che va in tilt. Peraltro i condizionatori hanno autonomi sistemi di protezione. Il salva vita, comunque, ha proprio questa funzione. Evitare danni gravi. A tutti sarà capitato un problema con un elettrodomestico. Fili che si usurano e che vanno in corto. La prima cosa che succede e che stacca il salva vita. C’è di più: ammesso che il salva vita non abbia funzionato o, ancora peggio, che non fosse presente nell’impianto, il surriscaldamento di cavi elettrici provoca inevitabilmente un forte odore di bruciato. E’ mai possibile che nessuno lo abbia sentito? E anche ammesso che non abbia sentito l’odore, magari coperto da altri odori corporei, deve esserci stato  del fumo e, inizialmente, un principio di incendio. Nessuno ha visto nulla? Nessuno ha dato l’allarme? Quanto successo potrebbe accadere ancora nel prossimo futuro. E’ quindi necessario chiarire in tutti i suoi aspetti i termini della vicenda, anche per rassicurare passeggeri e operatori dell’aerostazione. Una cosa è certa: un intervento immediato, attraverso un semplice estintore, avrebbe evitato il rogo. E questo è lapalissiano. Chiudiamo con qualche domanda per l’amministratore delegato della Sac, la società di gestione dell’aeroporto Fontanarossa, Nico Torrisi.

1) Uffici e attività commerciali che operano in aeroporto hanno degli obblighi in tema di sicurezza? Gli impianti sono tutti a norma?

2) L’aerostazione è munita di estintori di emergenza?

3) Quanti ve ne sono e quando sono stati ricaricati l’ultima volta?

4) Esiste una squadra di pronto intervento?

5) Vi sono dei controlli periodici per il rispetto delle misure di sicurezza?

6) Di chi sono le responsabilità dell’incendio?

7) A quanto ammontano i danni causati dal rogo?

8) Chi risarcirà i viaggiatori?

9) Quando ci sarà la piena operativa dell’aerostazione?

10) E’ consapevole del danno economico e di immagine per l’intera Sicilia?

p.s. Domandare è lecito rispondere è cortesia.

La nostra è solo un’ipotesi, frutto di ragionamenti. L’ultima parola è sempre della magistratura.


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