“Fuori dal coro”, Mimmo Cosentino (Prc Catania) su Don Resca


Pubblicato il 29 Novembre 2025

(don) Salvatore Riesca ha segnato la storia civile e politica della città di Catania, soprattutto attraverso l’esperienza di Città insieme. Nel bene, con la lotta alla criminalità  mafiosa, nel male con una visione tecnocratica del buon governo. La sua attività si è collocata sul versante della centralità fieristica della giustizia intesa come istituzione neutrale e della polica rigorosamente non collocata né a destra né a sinistra, poco attenta alle grandi contraddizioni delle condizioni delle periferie urbane su cui Giambattista Scidà  ci lasciò una indelebile testimonianza. Una posizione che ha privilegiato il rispetto della legalità tout court, l’attenzione al funzionamento efficiente della pubblica amministrazione e ai comportamenti delle élites politiche, meno alle cause dei problemi strutturali della città e dei diritti sociali negati, incapace di cogliere il nesso tra il malessere sociale e le sue deviazioni con un modello economico improntato alla accumulazione dei capitali da ricondurre all’intero blocco dell’economia mafiosa.

Questa postura ha connotato Città insieme, la creatura di Salvatore  Riesca, esperienza civica fondata sul Patto per Catania, né di destra né di sinistra. L’esito e’ stato sicuramente negativo, perché il cambiamento della stagione dei sindaci della primavera siciliana, da Bianco ad  Orlando, ha contribuito  ad allargare il fronte dell’antipolitica, ed ha favorito il populismo della delega ai salvatori della patria. Il cambiamento ottenuto è stato quello del rovesciamento antidemocratico della Costituzione, fino a consegnarci una ristrutturazione autoritaria delle istituzioni, con l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle regioni, con l’istituzione del maggioritario, con la cancellazione dei poteri dei consigli comunali e del diritto al controllo e alla partecipazione dei cittadini.

L’esito di quella stagione lo paghiamo adesso con la sfiducia popolare verso le nuove istituzioni,  con l’astensionismo crescente e inarrestabile, con il nuovo sacco di Catania e dei beni comuni, con il potere incontrollato e incontrollato dei Bisignani di turno, con lo spadroneggiare del sindaco Trantino, con l’avvento  dei nuovi cavalieri, da Ross Pelligra ai signori della sanità  privata e della logistica, fino alla grande imprenditoria parassitaria del Nord che rapina le nostre risorse, dal Ponte sullo stretto agli interventi nel settore energetico.

Nel bene: Salvatore Resca ha avuto il merito di avere garantito uno spazio Comune per la discussione pubblica dei mali della città, cosa che ha permesso di ottenere, in alcuni tornanti della nostra storia, risultati positivi: ricordo soprattutto quello della nomina di un Procuratore esterno al sistema di potere dominante e consociativo. R.i.p.


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