Giarre, il parco Jungo abbandonato tra incendi e degrado. La denuncia del commissario comunale della Lega Barbagallo: “A repentaglio la salute dei cittadini”


Pubblicato il 14 Ottobre 2020

Incendi dolosi, vegetazione incolta, bivacchi notturni e bagni vandalizzati. Questo il desolante scenario che offre il parco Jungo di Giarre, polmone verde dell’omonimo popolare quartiere, in passato tra i più frequentati del comune ionico. Dopo i numerosi roghi delle ultime settimane, i residenti hanno segnalato lo stato di degrado al commissario cittadino della Lega, Giovanni Barbagallo.

“I residenti della zona ci hanno segnalato che in un mese all’interno del Parco Jungo sono stati appiccati ben quattro roghi di origine dolosa ad opera di ignoti – spiega Giovanni Barbagallo – E questo ci fa capire quanto sia importante non solo la vigilanza ma anche la manutenzione. La porzione della villa che si affaccia sul viale delle Province è priva della ringhiera di delimitazione, che costituisce un deterrente per chi la sera si introduce all’interno per bivaccare o per dare alle fiamme le aree a verde. Nel caso specifico questi incendi da un lato hanno divorato due palme storiche e dall’altro hanno messo a repentaglio la salute dei cittadini che abitano in questa zona. Le immagini che vediamo oggi sono a dir poco desolanti. Anche dall’esterno della villa – prosegue il commissario della Lega giarrese – sono visibili le condizioni in cui versano i servizi igienici della struttura, così come lo stato della vegetazione, abbandonato tra rovi e sterpaglie”.

Barbagallo auspica un intervento dell’amministrazione comunale con la messa in sicurezza dell’area, partendo dalla riparazione del varco aperto lungo il confine, e con l’avvio di un’operazione complessiva di bonifica e recupero della villa.

“E’ già paradossale che questa area a verde non possa essere usufruita dai cittadini, ma che addirittura debba diventare un pericolo è troppo – dice ancora il commissario leghista – L’amministrazione cosa fa in merito? Giarre ha avuto dei padri fondatori lungimiranti, che hanno pensato a questi polmoni verdi per dare la possibilità ai cittadini di vivere questi spazi e di respirare un po’ di aria salubre. Oggi purtroppo il parco Jungo versa in queste condizioni. Ma non è l’unico. Quasi tutti i parchi giarresi sono in stato di abbandono e degrado. E penso – conclude Giovanni Barbagallo – al Parco Giardino di Macchia, al parco di San Giovanni Montebello e alla villa di largo Cismon del Grappa”. 

 


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