Giovani immigrati del SAI protagonisti di un’iniziativa di riqualificazione urbana a Caltagirone nell’ambito del progetto Madre Terra


Pubblicato il 14 Dicembre 2023

MADRE TERRA A CALTAGIRONE: UN IMPEGNO VERSO IL VERDE E L’INCLUSIONE SOCIALE

Ultima iniziativa del progetto, partito lo scorso settembre 2021 su tutto il territorio calatino, con la riqualificazione di aiuole e rotatorie che ha visto impegnati i giovani del SAI Giornate ricreative di inclusione sociale, giornate alimentari e workshop plastic free sul riciclo ambientale. Sono queste alcuni dei 32 eventi del progetto Madre Terra- Multifunzionalità Agricola delle risorse di eccellenza, tipiche, esperienziali, rurali, relazionali e ambientali del Calatino, che si è concluso a Caltagirone con un’iniziativa di riqualificazione del verde pubblico. All’interno del comune la conferenza stampa dell’iniziativa alla presenza il sindaco di Caltagirone Fabio Roccuzzo, l’assessore ai Servizi Sociali Patrizia Alario, l’assessore all’Ambiente Lara Lodato, la responsabile del progetto Madre Terra, Gaetana Pagana, il responsabile Welfare e Terzo Settore del MCL Sicilia, Paolo Ragusa, per il Circolo MCL “Don Luigi Sturzo” di Caltagirone, Giuseppe Buoncuore e per il SAI di Caltagirone, Maria Assunta Frantini, della coop. Opera Prossima.

Un progetto che ha messo insieme tutela dell’ambiente accoglienza, integrazione e sostegno alle fasce più emarginate della società, come gli immigrati, anziani e disabili. Coinvolti gli ospiti del Servizio di Accoglienza e Integrazione (SAI) di Caltagirone, che hanno contribuito alla riqualificazione di aree verdi nelle zone di piazza Umberto I, via Giorgio Arcoleo, via Santa Maria di Gesù,  Viale Europa, la rotonda di via Roma e Piazza Falcone – Borsellino, piantando piantine di Kalanchoe.

“Madre Terra è un’occasione che ha reso sinergica l’azione di accoglienza che il comune svolge attraverso la propria rete SAI – ha commentato il primo cittadino Fabio Roccuzzo –  e i tanti soggetti e le cooperative che operano in questo ambito. Caltagirone si attesta tra i migliori comuni del sud Italia per quantità e qualità di accoglienza, con la presenza di 50 cittadini afgani e centinaia di cittadini ucraini che ospitiamo all’interno delle nostre strutture”.

Il progetto Madre Terra, nell’ambito della misura 19.6, è un’iniziativa specifica che fa parte di un più ampio quadro di sviluppo rurale, sostenuto dall’Unione Europea e dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e la Regione Siciliana.

“Siamo felici come MCL di aver sostenuto le attività del progetto Madre Terra – ha commentato Paolo Ragusa –  progetto che ha valorizzato il carattere multifunzionale dell’agricoltura che deve essere produttiva, ma nel contempo deve tutelare l’ambiente, presidiare il territorio e favorire percorsi inclusivi di riabilitazione sociale e l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Abbiamo puntato e sostenuto il lavoro di rete che ha coinvolto in maniera stabile pubblico e privato e aziende agricole, mettendo insieme sia l’aspetto produttivo che quello della socialità”.

Iniziate lo scorso settembre 2021, le iniziative di Madre Terra hanno coinvolto i comuni di Raddusa, Castel di Judica, Mineo, Mirabella Imbaccari e Caltagirone.

“I ragazzi del SAI hanno partecipato con grande entusiasmo a questa iniziativa- ha raccontato Gaetana Pagana –  un modo per ringraziare la città per l’accoglienza. In questi giorni hanno lavorato con tanta grinta e gioia, muniti di guanti e pale. È stato un bel momento di condivisione fra varie culture”.

Le attività di rigenerazione urbana che si svolgeranno fino al 14 dicembre, rappresentano un’occasione unica per la comunità di Caltagirone di unirsi verso un obiettivo comune di sostenibilità ambientale e coesione sociale.

“Questo evento rappresenta un passo importante nella promozione di un ambiente più verde e sano – ha detto Giuseppe Buoncuore – e nell’incoraggiare l’integrazione e la partecipazione attiva di tutti i membri della comunità -. Chi fa parte del SAI sono persone che hanno bisogno di una parola di conforto e la loro integrazione all’interno di questo progetto è di buon auspicio per ulteriori collaborazioni”.


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