Giudiziaria, Roma: omicidio Tony Drago, la magistratura archivia: nessun colpevole? Comunicato del legale della famiglia


Pubblicato il 02 Aprile 2019

Riceviamo e pubblichiamo:

“OMICIDIO TONY DRAGO: in data 28 marzo 2019, comunicato con pec del 1 aprile 2019, il GIP presso il Tribunale di Roma, dott.ssa Gerardi, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale iscritto a carico di otto militari che, per grado e funzione, la notte tra il 5 e il 6 luglio del 2014 avevano l’obbligo giuridico di impedire la morte di Tony Drago, barbaramente ucciso mentre si trovava all’interno della Caserma Sabatini di Roma.

Il giudice, nel tentativo di motivare la propria ordinanza, smentendo i periti da lei stessa nominati nel corso dell’incidente probatorio richiesto dal PM, dott. Alberto Galanti, ha concluso che “gli elementi ad oggi raccolti non possono ritenersi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, non essendo stata neppure accertata la esatta dinamica dei fatti, che al limite avrebbe potuto fornire indicazioni su eventuali responsabilità concorrenti di natura colposa (…)”.

Infine, il GIP ha ritenuto che nel corso dell’ipotetico giudizio sarebbe stato, finanche, difficile formulare l’imputazione a carico degli indagati nella forma omissiva colposa, invocando una recente sentenza della Cassazione, III sezione penale, in materia di concorso colposo nel delitto doloso.

Il rispetto per l’Autorità Giudiziaria e per i principi che governano il processo penale mi impongono, nonostante la tragicità del momento, di astenermi dal formulare qualsiasi personale considerazione sulla motivazione dell’ordinanza di archiviazione, certamente espressione del libero convincimento del giudice.

È, tuttavia, opportuno ricordare che questa archiviazione avviene nonostante i periti nominati dallo stesso GIP, nel corso dell’udienza del 15 marzo 2017, avessero chiarito, con rigore scientifico e ogni oltre ragionevole dubbio, che l’unica ricostruzione compatibile con le lesioni riportate da Tony Drago e l’analisi della scena del crimine fosse quella omicidiaria (dapprima colpito alla schiena, mentre era obbligato a fare delle flessioni e, successivamente, al capo con un oggetto piatto e largo).

Pertanto, stupisce e lascia sgomenti la motivazione formulata dal GIP.

Inoltre, seppur la sentenza citata dal GIP pone in dubbio quanto ritenuto dalla stessa Corte di Cassazione negli ultimi vent’anni, in maniera granitica, sull’istituto del concorso colposo nel delitto doloso, la medesima pronuncia è chiara nel ricordare che le condotte ascrivibili nelle forme di cui sopra, in ogni caso trovano la condizione per la loro punibilità in altri istituti già previsti nel nostro codice penale (nel caso di specie, il delitto omissivo colposo).

In particolare, così come richiamato dallo stesso giudicante, detti elementi si riscontrano “dall’assenza all’interno della caserma di un protocollo di intervento atto ad impedire eventi analoghi a quello per cui si procede; mancanza di ordini di servizio da parte di chi rivestiva una posizione di garanzia; mancata adozione di provvedimenti a seguito di contrasto avuto da Drago con un superiore in almeno due circostanze, secondo quanto riferito dal teste (…)”.

L’omicidio di Tony Drago, quindi, si aggiunge ad una lunga lista di “delitti di Stato” (come quello dell’altro militare di Siracusa, Lele Scieri) che troveranno soluzione soltanto quando una Commissione parlamentare deciderà di rendere onore ad un servitore della Patria, e giustizia a una famiglia che si è vista sottrarre un figlio al proprio affetto.

Ho ricevuto mandato da Rosaria Intranuovo e Alfredo Pappalardo di perseguire tutte le iniziative legali che la legge italiana mette a disposizione ai cittadini vittime di un reato.

avv. Dario Riccioli.”


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