“Guerra all’aeroporto” di Fontanarossa: “caporetto” di Confindustria!


Pubblicato il 06 Settembre 2012

Cosa viene fuori dalle nomine della governance della Sac? Una bella “tumpulata” agli industriali!

di iena decollata Marco BenantiManco uno! A guardare i nomi della dirigenza della società di gestione dello scalo di Catania qualche considerazione viene fuori: ma Confindustria? Dov’è finita? A leggere proclami antimafia? Allora vediamo: Giannone viene da Ragusa ed è uomo Confcommercio di Ragusa. Nico Torrisi fa parte dell’organizzazione dei commercianti, quella di Catania. Nel consiglio d’amministrazione ci sono due esponenti della Camera di Commercio, uno molto vicino ad Agen (Pagliaro) e un componente di Siracusa, della provincia. Niente male per Confindustria! Ma siamo certi, che gli industriali siculi, la loro organizzazione, non se ne adonterà più di tanto: a loro, le poltrone non interessano. Vogliono lo sviluppo. E la legalità. Come dice il loro vicepresidente nazionale Ivanoe Lo Bello (nella foto). Che esce dalla “battaglia di Fontanarossa” sconfitto. Sonoramente!E la legalità? E lo sviluppo? Che fine hanno fatto i “cavalli di battaglia” di Confindustria?Due concetti piuttosto uniformati –ma casualmente, precisiamo- ai loro disegni (di ampio respiro, tanto ampio da diventare quasi gassoso), si direbbe, a seguire bene le vicende dell’economia e della politica siciliana. Del resto, è questione (o roba?) di forma ma anche di sostanza. Un po’ come i Gesuiti, loro sì che ci sapevano fare…Già si annunciano ricorsi, controricorsi, strepiti di “grida legalitarie”. Che dire dell’assessore regionale Marco Venturi? Ma che assessore è? Un rappresentate di un governo che si comporta così? La “battaglia legalitaria” negli ultimi giorni si era concentrata sull’Irsap, dopo il commissariamento del governo. Una “battaglia” sincera, leale, non opportunista. Altro che! Che magari poi se fosse divenuta operativa, l’Irsap diciamo, sulle ceneri dell’Asi, ne sarebbe venuto un leggerissimo vantaggio alla cordata vicina a Confindustria per le nomine Sac è solo un’ipotesi, remota, molto remota, remotissima diciamo… Oggi, tutto questo, sembra visto al contrario…Contenti loro… Ma che ci volte fare? Ci è capitato di vedere qualche giorno fa un servizio di Rai3 sulla condizione della zona industriale di Catania? Terribile degrado. Da decenni, aggiungiamo noi. Uno scoop, un po’ ritardato magari! Non va bene, certo. Bisogna cambiare l’Asi… E patapuffete chi compare? Il Presidente di Confindustria Catania Domenico Bonaccorsi. Guarda un po’ le coincidenze!Ma tutto quel che è Confindustria in Sicilia è giusto, è legale. Dovete impararlo, magari a memoria. Quasi come un dogma. Oggi, del resto, nella società italiana il consenso si fa anche così: con la legalità, l’antimafia, con la retorica, intollerante e talora in malafede, di questi valori (che sono veri e vanno coltivati con animo sincero, altro che, precisiamo per evitare equivoci), retorica ripetuta all’ossesso. E chi dissente? Non va bene, non è alla moda, non è trendy, magari avrà qualche “ombra”? L’antimafia, però, in realtà, significa morte, sangue, sacrifici e dolore di tanta gente, che –aggungiamo noi- non può difendersi.Noi, poi, che abbiamo una memoria d’elefante, ricordiamo che cinque anni fa, l’allora Presidente di Confindustria Catania Fabio Scaccia portò alla presidenza della Sac Alfio Turrisi, battendo la politica, battendo Lombardo, che stasera certamente ha più di un motivo di soddisfazione dall’esito dell’assemblea Sac (ma a proposito il “diablo” Raffaele ha avuto fino ad oggi tre assessori di matrice confindustriale?Proprio lui?). Scaccia, però, non è stato “in linea”. Fatto fuori. Auguri. Auguri anche a Confindustria. Da domani, con una “nuova stagione legalitaria” ci sarà tanto da sentire e scrivere, magari con un sorriso. Amaro. Noi ricordiamo -con grande rispetto- chi è morto per una Sicilia libera dalla mafia. Loro meritano una Sicilia diversa.


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