“Guerre democratiche”, dopo Bush contro Bin Laden, Franco Pignataro contro Concetta Raia!


Pubblicato il 21 Ottobre 2012

Nel Partito Democratico rossazzurro non mancano mai gli spunti di riflessione. E di autoriflessioni. Anche esplosive!

di iena domenicale Marco Benanti

Certo, non sono volano raid supersonici, bombe “intelligenti” e minchiate propagandistiche, ma la “guerra democratica” non è solo affare “a stelle strisce”. Del resto le azioni della democrazia sono un pò in ribasso, a causa forse della “concorrenza democratica” dello yuan comunista.

Ora la “guerra democratica” è planata sotto l’Etna. Nella “città degli amici”. E ha investito non pochi.

E’ -clamorosamente- anche il Pd, il partito più comico del palcoscenico mondiale. Una realtà fantasmagorica, capace di stare con tutti e contro tutti. Che -coerentemente da questo punto di vista- ha come candidato alla Presidenza della Regione un leader “neodemocristiano” come Rosario Crocetta.

Di questi tempi, nella Trinacria, il partito democratico è alle prese con le elezioni. Adesso contro Raffaele Lombardo, l’alleato degli ultimi anni. E così se ne sentono di tutti i colori. Come quelle sentite, stamane, nel corso di un incontro pubblico, in un albergo del centro di Catania. Un’assise per il candidato Franco Pignataro, a lungo sindaco di Caltagirone. Poi, è arrivata la sconfitta. Non a caso, qualche malalingua oggi commentava con la “iena”: “ha visto come sono dimagriti taluni da quando hanno perso il comune…?!!” Cattiverie. Punto e basta.

Ma l’evento politico domenicale ha offerto spunti di riflessione. A raffica. Come le parole contro Lombardo. Insomma, un caso plateale di “autocoscienza”: dov’erano quelli del Pd fino a pochi mesi fa? Lo “specchio” dell’ “anima democratica” si è lacerato, sotto il peso, o meglio sotto le parole di chi ha “ingoiato” anche questo. Dopo tante altre cose. Il prof. Salvo Mazza (nella foto sotto), docente in pensione, ad un certo punto è intervenuto: sembrava un “contestatore” d’altri tempi. Crocetta -l’ha raccontato lui- lo ha trattato, quando è venuto tale Bersani a Catania, come una sorta di “provocatore”. Mai criticare “Padre” Rosario, s’arrabbia subito. E sentite cosa, tra l’altro, ha detto Mazza: “Il Pd su Corso dei Martiri è silente, quasi connivente”. Insomma sull’ “affare degli affari” sotto l’Etna il partito democratico sarebbe con la “città degli amici”?

E dire che Saro D’Agata, indimenticato consigliere comunale, poi capogruppo del Pd, dei Ds e tanto altro, non era proprio d’accordo con il “nuovo risanamento” di San Berillo, centro cittadino catanese. Siamo testimoni diretti: lo fece presente anche alla Procura della Repubblica. Che sta sicuramente indagando. Approfonditamente. Un giorno sapremo.

“Cuor di leone” D’Agata -indomito tanto da rimanere nel Pd sempre e comunque- si era messo -di fatto- anche contro la “mente giuridica” di Corso dei Martiri, l’avv. Andrea Scuderi, grande amministrativista, esponente di rango assoluto della “famiglia vincente” della sinistra catanese. Quella che prese il posto dei vecchi comunisti. Da qualche decennio. E che l’ultima volta l’abbiamo visto all’inaugurazione del comitato elettorale rossazzurro di “Padre” Rosario Crocetta.

Oggi D’Agata era al centro del tavolo dei relatori. C0n lui Giovanni Burtone, Marilena Samperi, Lanfranco Zappalà e naturalmente Franco Pignataro. In prima fila c’era anche la “passionaria” Pd Sonia Messina. Dopo Adele Palazzo (“passionaria spatariana”), ecco Sonia Messina (nella foto in basso), animatrice di tante iniziative a Librino, malgrado il Pd continua a stare nel Pd.

Accanto a lei Gaetano Cardiel da Caltagirone, leader barbuto e cazzuto, straordinariamente dimagrito. Ancora alle prese -forse- con la sconfitta delle ultime amministrative calatine? Poi, una vasta platea di ex diccì ed ex piccì. Un “blocco popolare”? “No, costituzionale” -ha precisato Cardiel.

L’assise si è animata di tanti interventi. Tante belle parole. Ad un certo ha parlato anche il giornalista Nino Milazzo, già condirettore del “Corriere della Sera”, già condirettore de “La Sicilia” e già alla direzione di Telecolor. Da un “uomo contro” come lui abbiamo sentito parole d’impatto. Quasi al caffè. Che però non c’era. Abbiamo “svoltato” allora per un panino con Davide Ruffino, leader indiscusso del “circolo centro storico”, intrufolatosi nelle “linee nemiche”. In “missione”, pare.

Ma insomma che vogliono questi? Il Pd punta su Anthony Barbagallo (Mpa, ex?), Daniele Capuana (Liberal) e Concetta Raia (Cgil). Insomma, un partito che sembra puntare su candidati espressione di altre forze. Non sarebbe il Pd, direte voi? Comunque, Pignataro è l’ outsider di lusso per “scompaginare” i giochi? Potrebbe essere. Sarà un caso, sarà la domenica, il giorno delle famiglie e dei pasticcini, ma il vertice della segreteria provinciale del Pd non c’era. Oggi all’assise di Pignataro. Ipotesi: il “transfert” per la partecipazione dalla Cgil è arrivato in ritardo? Non lo sappiamo. Comunque, siamo a meno cinque: domenica si vota. La “guerra democratica” finirà. E scoppierà la “pace”. Altrimenti che domenica di “pace e bene” è?

 


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