“Iblis”: oggi Raffaele Lombardo di nuovo davanti al giudice. Stavolta è il Gup Marina Rizza


Pubblicato il 28 Giugno 2012

Udienza dopo l’imputazione coatta disposta dal Gip Luigi Barone. E gli interrogativi aumentano…Di Iena Giudiziaria

Oggi pomeriggio, davanti al Gup del Tribunale di Catania, Marina Rizza, nuova udienza per i fratelli Angelo e Raffaele Lombardo, il primo parlamentare nazionale dell’Mpa, il secondo Presidente della Regione Siciliana, che devono rispondere, dopo l’imputazione coatta disposta dal Gip Luigi Barone, di concorso esterno in associazione mafiosa e di voto di scambio aggravato. L’udienza di oggi arriva dopo il “colpo di scena” avvenuto -nel processo per reato elettorale contro i due Lombardo, in corso davanti al giudice monocratico Michele Fichera della quarta sezione penale del Tribunale di Catania- con la contestazione dell’aggravante mafiosa operata dal Pm Carmelo Zuccaro, che con il collega Michelangelo Patanè, rappresenta l’Accusa.Non pochi sono adesso gli interrogativi per questa articolata e travagliata vicenda giudiziaria (che noi di “ienesicule” abbiano anche ironicamente abbinato a situazioni da “macumba”), che, stando così le cose, produce due procedimenti paralleli contro i Lombardo. La Procura, infatti, alla luce dell’aggravante contestata dal Pm Zuccaro che, aggravando il reato, muta la competenza del giudice, dovrà tornare davanti ad nuovo Gup. E, nel frattempo, c’è il procedimento davanti al giudice Rizza. Che accadrà? Quali saranno le strategie processuali?Altro aspetto: nel corso del processo per reato elettorale, in una precedente udienza, secondo quanto riferito dal comandante del Ros il maggiore Lucio Arcidiacono, i due esponenti politici del Movimento per l’Autonomia, il primo deputato nazionale e il secondo governatore di Sicilia, non avrebbero favorito la “Safab” che a loro si sarebbe rivolta per ottenere le autorizzazioni necessarie a realizzare degli alloggi per i militari americani, ma l’avrebbero addirittura boicottata. Un fatto di una rilevanza processuale enorme, considerato che sulla vicenda della “Safab” si appoggia per gran parte l’impianto accusatorio dell’altro procedimento penale, quello sorto dall’imputazione coatta disposta dal Gip di Catania, Luigi Barone, che aveva ritenuto di non condividere la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica. Nel provvedimento emesso dal dott. Barone, infatti, il presunto sostegno dei fratelli Lombardo alla “Safab”riveste un ruolo chiave a sostegno della richiesta d’imputazione coatta al vaglio del Gup Marina Rizza.


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