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Impoverimento demografico e qualità del lavoro, Attanasio (Cisl): “Proporremo a istituzioni e imprenditori un nuovo Patto sociale”
Pubblicato il 13 Aprile 2026
COMUNICATO STAMPA
Tema in discussione all’ultimo esecutivo provinciale
Spunto dall’iniziativa della Kore di Enna, con Cisl Sicilia e CESI contro lo spopolamento delle aree interne
«I giovani, anche molto scolarizzati, vanno via anche da territori con potenziale attrattivo come Catania»
«La proposta sarà presentata a interlocutori istituzionali, realtà imprenditoriali e Università di Catania»
Nella foto, da sin. Attanasio, Portale, La Piana, Quadronchi.
Catania, 12 aprile 2026 – Catania e la sua area metropolitana posseggono un significativo potenziale produttivo: ci sono notevoli realtà industriali, alcuni insediamenti di eccellenza, accompagnate da un tessuto imprenditoriale ampio e articolato. A tutto ciò non corrisponde tuttavia, un adeguato livello di qualità del lavoro: i giovani anche con adeguati titoli di studio sono costretti ad andarsene per non sottostare a sfruttamento e sottosalario. Una “generazione trolley” anche sotto l’Etna.
È guardando a tale contesto che la Cisl di Catania sta preparando, con l’apporto di tanti giovani studenti e lavoratori, oltre alle proprie federazioni, un “Patto Sociale che protende a tenere insieme lo sviluppo dei territori, il lavoro di qualità e partecipazione delle giovani generazioni” da proporre alle componenti istituzionali e imprenditoriali catanesi. Uno dei temi trattati, assieme alla riforma della disabilità, nell’ultimo esecutivo provinciale con i segretari generali delle federazioni, i responsabili delle associazioni e dei servizi, e alla presenza di Leonardo La Piana, segretario generale della Cisl siciliana.
«Vogliamo prendere spunto dall’iniziativa promossa dalla Cisl Sicilia con la Cesi e l’Università Kore di Enna – spiega Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese, con accanto i segretari territoriali Lucrezia Quadronchi e Rosario Portale – che vuole affrontare il problema dello spopolamento delle aree interne siciliane. Ci siamo accorti, infatti, che non è più un problema solo di aree geograficamente disagiate: anche in città e nelle zone potenzialmente più attrattive, come ad esempio Catania, inizia a pesare un calo demografico fatto non solo di crollo delle nascite e progressivo invecchiamento della popolazione».
«Al 1° gennaio 2026, ad esempio, la popolazione del comune di Catania mostra un trend demografico negativo: rispetto all’anno precedente c’è una diminuzione di circa 1.070 unità. È un trend che colpisce tutta la Sicilia, con la provincia di Catania che però risente pesantemente dell’emigrazione di giovani e coppie».
Secondo Attanasio «inizia cioè a palesarsi uno spopolamento che priva il territorio etneo delle energie più giovani e delle persone più scolarizzate, stanche di vedersi sfruttate o non valorizzate. Lo vediamo e lo avvertiamo da chi si rivolge ogni giorno ai nostri sportelli diffusi nel territorio».
«Una settimana fa – aggiunge il segretario provinciale della Cisl – anche Re Start, un programma di Rai 3, ha dedicato una prima puntata al fenomeno, intervistando a Catania giovani anche con due lauree, che vengono pagati a 7-8 euro l’ora, quando i loro datori di lavoro ne incassano anche 22, più gli oneri sociali, significa quasi 27 euro l’ora. Oppure come il caso di 3Sun, con giovani operai che svolgono lo stesso lavoro di loro coetanei più “vecchi” ma assunti con contratti differenti e più “leggeri”».
«Ecco perché l’obiettivo su cui vogliamo puntare da qui a breve – continua – è una proposta che chiama in causa tutti gli attori locali: istituzioni, università, sistema produttivo, parti sociali, le associazioni giovanili della provincia, ciascuno per il proprio ruolo. Lo scopo che la Cisl vuole perseguire è contrastare l’emigrazione giovanile e l’invecchiamento demografico, promuovendo nuovi modelli di sviluppo e servizi nel territorio etneo».
Per il numero uno della Cisl etnea «in tutto ciò, come più volte ribadito in questi mesi, una funzione strategica dovrà averla l’Università di Catania, capace di connettere conoscenza, innovazione e impatto sociale, grazie anche all’apporto che potrebbe apportare la sua Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434” che vuole appunto “valorizzare il capitale umano attraverso percorsi formativi integrati con la ricerca e con il mondo del lavoro”».
«In tale prospettiva, la Cisl di Catania ha già interloquito con il Rettore Foti per mettere a punto una iniziativa che promuova la partecipazione e contribuisca alla costruzione di soluzioni concrete. Proprio su questo tema abbiamo constatato positivamente come le proposte che abbiamo suggerito siano state discusse in più occasioni tra l’Ateneo e l’amministrazione comunale di Catania, ma su cui pensiamo si debba aprire il confronto ad altre rappresentanze sociali e ai rappresentanti del “mondo” imprenditoriale, sindacale e giovanile».
Per La Piana «l’emigrazione giovanile non può essere considerata una scelta libera quando è dettata dalla mancanza di opportunità. Quando interi territori perdono capitale umano qualificato, si crea un circolo vizioso: meno giovani significa meno sviluppo, meno servizi e quindi ancora più spopolamento».
Infine, nel quadro della nuova riforma della disabilità, la segretaria territoriale Quadronchi ha annunciato la promozione dello “Sportello per la disabilità”, dedicato a lavoratori, cittadini e persone di tutte le età: «In continuità con le azioni che già abbiamo messo in campo con Inps, Asp e Ordine dei Medici, stiamo cercando di realizzare un sistema di assistenza, di supporto e di ascolto che non offra solo servizi, ma che si possa estendere poi a un accompagnamento complessivo della persona con disabilità. Uno sportello multidimensionale e multidisciplinare, un punto unico di accesso, che si avvalga anche dell’apporto di figure professionali e dei servizi della Cisl, che offra un orientamento per la persona e per la famiglia, dall’età evolutiva alla terza età».
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