Incontro a Catania sulle barriere architettoniche:, anche i disabili hanno diritto alla mobilità


Pubblicato il 03 Aprile 2026

Mobilità e barriere architettoniche: l’impegno dei giovani scout e della Consulta della Disabilità a Catania

Occorre sensibilità della cittadinanza e delle Istituzioni

Nei giorni scorsi, al fine di sensibilizzare e confrontarsi sullo stato della mobilità urbana e sull’assenza di barriere architettoniche presenti in città, si è tenuto un incontro presso la sede del gruppo scout Agesci CT 6 – Clan Emmaus con una rappresentanza della Consulta Comunale della Disabilità del Comune di Catania.

L’evento voluto fortemente dall’Assessore ai Servizi Sociali Serena Spoto, ha visto la partecipazione per il gruppo scout dei responsabili Sofia TornabeneLaura Santocono e Emanuele Tornabene.

In rappresentanza della Consulta sono intervenuti il presidente, Maurizio Vaccarella, il vice presidente Gabriele Cataldo e M. De Natale, insieme ad alcune associazioni di persone con disabilità.

Durante il confronto si sono evidenziate le criticità persistenti nei percorsi pedonali e negli accessi a banchine, parcheggi, edifici comunali e strutture pubbliche, per svolgere le normali attività quotidiane da parte dei cittadini con disabilità motorie e inoltre si è sottolineato come spesso l’utilizzo di servizi essenziali quali ascensori, scivoli e passaggi dedicati, sono resi inaccessibili dall’ostruzione dei veicoli.

Infine, è stata denunciata la presenza eccessiva di ostacoli fisici — tra cui pali metallici e cartellonistica — che frammentano la continuità dei marciapiedi, impedendone la piena fruizione.

Un punto centrale del dibattito ha riguardato la diffusa scarsa sensibilità della cittadinanza verso queste tematiche. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di un radicale cambio di paradigma: è indispensabile promuovere una trasformazione culturale che porti a guardare alle persone con disabilità non come soggetti definiti dai propri limiti motori, sensoriali o cognitivi, ma come risorse preziose e parte integrante della comunità, capaci di contribuire attivamente alla costruzione del bene comune.

A tal fine, sono stati programmati successivi incontri volti a tracciare percorsi di cambiamento nella percezione sociale. L’obiettivo è far sì che l’abbattimento delle barriere e l’accessibilità delle strutture pubbliche non siano più percepiti come un mero “dovere” normativo, ma come una prassi naturale di civiltà, garantendo una fruizione generalizzata che agevoli concretamente la vita di tutti i cittadini.


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