“La Sicilia non si cancella”: Calogero Coniglio (ANAFePC) risponde con fermezza alle parole di Calenda


Pubblicato il 14 Settembre 2025

In merito alle recenti affermazioni dell’On. Carlo Calenda sulla Sicilia, il Presidente dell’Accademia per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura (ANAFePC), Calogero Coniglio, interviene con fermezza:

“Il tono e le parole usate da Calenda, “cancellare”, “buttare la Sicilia”, “mandare al confino”, sono molto forti e, anche se forse intendevano essere una provocazione politica rivolta alla classe dirigente, rischiano inevitabilmente di offendere l’intera popolazione siciliana. Generalizzare in questo modo su una Regione intera, con una storia, una cultura e una dignità profondissime, è sbagliato. La critica alla politica locale può essere dura, ma va fatta con rispetto verso i cittadini, che spesso sono le prime vittime del malgoverno. Parole così taglienti rischiano di alimentare sentimenti di distanza, sfiducia e umiliazione. Chi ha responsabilità pubbliche dovrebbe mantenere un linguaggio che indigni quando serve, ma che non scivoli nell’insulto collettivo. Dire che la Sicilia è da ‘cancellare’ o da ‘buttare’, e che chi non abolisce il voto segreto va mandato ‘al confino’, è un’offesa grave non solo alla politica locale, ma a milioni di cittadini onesti che ogni giorno lavorano, resistono e costruiscono. Si può criticare duramente la classe dirigente – continua Coniglio – e spesso è doveroso farlo – ma non si può insultare un’intera terra con la sua storia, la sua dignità e la sua gente. La Sicilia non si cancella, si rispetta. E si cambia con competenza, non con disprezzo. ANAFePC condanna ogni linguaggio divisivo e offensivo e ribadisce il proprio impegno per la valorizzazione della Sicilia e di tutte le sue eccellenze, umane e professionali – conclude Coniglio.

Catania, 13 settembre 2025


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