Nidil Cgil Ct. L’azienda ritarda i pagamenti alla società interinale e ai lavoratori vengono sospese le missioni. Da lunedì 19 operatori call center non lavoreranno alla Mics di Motta


Pubblicato il 14 Febbraio 2025

comuincato Cgil

Da lunedì 17 febbraio, per “motivi commerciali”, sono state sospese le missioni per i 19 lavoratori assunti dal call center Mics di Motta S.Anastasia tramite procedura interinale. La decisione è dipesa dai ritardi nel pagamento dell’azienda.È un passaggio che di fatto elimina il rapporto di lavoro con gli operatori in questione che da circa 10 anni sono somministrati tramite l’agenzia OpenJob metis.
Il gruppo Abramo aveva venduto il ramo aziendale Mics  lo scorso agosto a una nuova proprietà guidata da Federico Salmoiraghi. La cessione è avvenuta tramite procedura nazionale in sede ministeriale, con il Ministero delle imprese come garante dell’operazione. Ma è proprio da quel momento in poi che la Open Job metis non ha più ricevuto pagamenti dall’impresa committente.Anche la Slc Cgil di Catania, con il suo segretario generale Gianluca Patanè, sostiene la battaglia di Nidil anche perché  i dipendenti di Mics non interinali, in tutto 150, stanno facendo i conti con pesanti ritardi nei pagamenti. Spiega il responsabile call center del Nidil Cgil, Giuseppe Campisi: “Dal confronto con l’agenzia è purtroppo emerso che il nuovo imprenditore, nonostante si fosse presentato come molto sicuro della propria mission,  non hai mai provveduto ad onorare gli impegni con OpenJob.

L’agenzia ha invece regolarmente pagato gli stipendi dei lavoratori che fino all’ultimo hanno operato con professionalità. – prosegue Campisi- Ora rimarranno nella disponibilità dell’agenzia, vedranno ridotta sensibilmente la propria retribuzione e dovranno sperare in una procedura di ricollocazione per altra missione. Ma se ciò non avverrà,  trascorsi circa 6/7 mesi verranno licenziati per giustificato motivo. Il Nidil Cgil continuerà però a sostenere operatrici e operatori anche in questa fase cercando di motivare l’agenzia a trovare e cercare qualche nuova proposta . Di certo non lasceremo che imprenditori come questi possano giocare con la vita e le speranza delle persone e dei relativi destini personali”.


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