PELLIGRA RILEVA TORRE DEL GRIFO. IL “SISTEMA CATANIA” NON CAMBIA MAI


Pubblicato il 26 Ottobre 2025

Il processo di santificazione di patron Ross Pelligra nella settimana in cui si avvicina a larghi passi l’acquisizione del centro polifunzionale di Torre del Grifo – manca solo un passettino formale – è pressoché unanime. 

Nessuna increspatura nella narrazione dominante che tratteggia il magnate australiano alla stregua di un padre Pio dell’Etna con stimmate a forma di euro, di un disinteressato filantropo disposto a farsi carico delle nequizie della nostra terra martoriata, di un benefattore che neanche Gino Strada con la sua Emergency. Abbiamo ascoltato approssimativi speaker radiofonici sproloquiare goffamente di “momenti epici”, feroci j’accuse social contro i competitor di Pelligra gettati nel girone dell’inferno per avere osato partecipare ad un’asta pubblica (ma sarà un diritto ?), peana grondanti commozione dalle colonne del quotidiano locale “La Sicilia” che in quanto media partner di Catania Fc – status che la testata di viale Odorico da Pordenone rivendica ad ogni piè sospinto in ogni dove – immaginiamo consideri questa vittoria anche un po’ sua. 
La solita stampa servizievole e dispensatrice di saliva a buon mercato verso il nuovo dominus cittadino che tramite il calcio conquista crediti è naturalmente solo uno dei perni del noto sistema catanese. L’altro è l’approccio speculativo dell’imprenditoria che in città ha il modello insuperato di re Mario Ciancio che delle varianti urbanistiche che accrescevano i terreni su cui venivano costruiti ospedali e centri commerciali ha fatto un perno del suo smisurato potere. Per non tacere della famiglia Virlinzi altro fulgido esempio di intrapresa locale attenta al territorio nella forma di riscossione di affitti e pigioni. 

Ecco mentre il giornale che fu di Ciancio immortalava  il faccione del patron gongolante con il virgolettato “l’ho fatto per Catania”, qualcuno ha riflettuto sul fatto che Pelligra ha comunque compiuto una mossa astuta acquistando un immobile che ha un valore intrinseco almeno triplo a poco più di 5 milioni ? E tutto questo al netto delle somme sborsate in più a seguito delle concorrenza del pool di imprenditori locali che hanno partecipato alla procedura competitiva? Siamo iene se diciamo che Pelligra ha messo a segno un colpaccio che porterà a fare soldi su soldi ? O sono degli ingenuotti quelli che prediligono la favoletta da “cuore rossazzurro”? E sono gonzi davvero o sono interessati a partecipare al banchetto?
Sarebbe anche opportuno chiedersi quali siano gli obiettivi e quali le prospettive per la messa a reddito del centro. E non solo perché dalle nostre parti mandare in malora immobili ed affini sia un triste habitus, ma anche in considerazione del fatto che, al netto del momentaneo periodo florido della squadra etnea, la compagine societaria allestita da costoro ha mostrato grossolane mancanze e modalità gestionali degne di un’osteria di provincia e non vorremmo che criteri analoghi fossero approntati per Tdg. Che tra rilevare e gestire da buon padre di famiglia ci passa il mondo. 
Il precedente del gruppo a Termini Imerese dove dopo gli strombazzanti omaggi e gli inchini della politica oggi Pelligra langue in minoranza, non è un precedente che fa ben sperare 
Saluti guardinghi.

Luca Allegra (con il concorso esterno di Marco Benanti).


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