PERCHÉ A CATANIA Il VERO PROBLEMA È IL TRAFFICO. IPOCRISIA NE ABBIAMO?


Pubblicato il 19 Luglio 2025

In principio fu la foto delle ganasce su decine di vetture in via di Sangiuliano battezzata dai legalisti in giacca, cravatta e pochette a quattro punte, come una rivoluzione della legalità, un trionfo delle regole, la fine dell’anarchia dinanzi ad un rinnovato senso civico di cui la giunta Trantino sta facendosi promotrice indefessa.Quindi il minaccioso j’accuse corredato da epiteti irripetibili e violenti di un energumeno -che la suddetta pratica osteggiava – verso il primo cittadino lesto a sua volta a denunciare alla postale il malcapitatoQuindi il martirologio esposto dalla Catania bene che difende a spada tratta il suo sindaco con un fiume di post sui social che puzzano di ipocrisia, allestiti come sono dalla stessa borghesia stracciona che si indigna per un parcheggio in doppia fila dimenticando con il suo peloso doppiopesismo le speculazioni edilizie in corso e la famelicità di una malavita che arraffa tutto il possibile, per il tramite degli stessi colletti bianchi inamidati che rifuggono in pubblico il mammoriano a cui chiedono in privato la coca per le notti brave negli attici del centro. 
E non è solo il fariseismo farlocco di questi moralisti forti con i più deboli e zerbini con i potenti a fare scompisciare dal ridere, ma anche la campagna legalitaria all’acqua di rose di un sindachino grottesco ed inconcludente che alla stregua di un performer – boomer per di più – colloca un bigliettino vergato di suo pugno sul cruscotto della vettura mal parcata in via XX settembre per sbertucciare il concittadino incivile con il piglio del maestrino. O gira il suo video pedagogico su TikTok (lo stesso social che qualcuno trai suoi difensori vorrebbe chiudere) simulando un incivile parcheggio del proprio scooter nella zona di piazza Trento per mostrare come non si fa. 
E sono – naturalmente- solo le strade del centro a fare da scenario a questi patetici video promozionali che chissà quale esperto in comunicazione suggerisce al primo cittadino di confezionare in quantità industriale per accrescere l’hype. Qualche osservatore attento constata che giammai il “dolce Enrico” (quello era altra roba e scusate per la bestemmia) ed il suo scooter fanno capolino – che so- a Monte PoMa è noto che il reuccio di palazzo Musmeci – ma residente a San Gregorio – conosce e si preoccupa dei quartieri popolari come noi abbiamo contezza di matematica attuariale e stiamo in pensiero per l’estinzione del voltolino euroasiatico.
Dalla sussiegosa intervista allestita qualche giorno addietro sul quotidiano locale, tra le consuete domande ficcanti poste con piglio investigativo,  apprendiamo che le casse di palazzo degli Elefanti restano piuttosto esangui e la massa debitoria sovrabbondante.

Ed allora non sarà tutta una banale questione di soldi travestita da battaglia di civiltà questa guerra etica al parcheggio selvaggio ? In una città per di più cui le forze dell’ordine non cavano un ragno dal buco, con una microcriminalità che spadroneggia e le cosche che stanno spolpandosi la qualsiasi ? Senza che nelle riflessioni argute di molti tra i benpensanti a cottimo faccia mai capolino un cognome di lignaggio mafioso da gettare al ludibrio social ? Meglio sorseggiare  un buon caffè al corso Italia con qualche malavitoso che calza le hogan? O farsi un selfie con il parente del boss a bordo del suo Porsche cabrio?
Per un paio di giorni si può pertanto parlare di queste facezie provando ad inebetire ancor di più una comunità che si sente abbandonata a se stessa da una giunta ectoplasmatica facendosi beffe di quei pochi che conoscono a menadito la consistenza dei reali problemi rimanendo esterrefatti dai fattoidi spacciati per notizie dal capo di questa disastrata giunta e dei suoi solerti amici. E di tutti i colori (politici) per giunta.
Saluti basiti.

Luca Allegra.


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