Pfizer Catania, i sindacati: “L’azienda dica chiaramente quali sono le prospettive del sito. Regione e Governo intervengano subito. Il Comune faccia sentire la propria voce”


Pubblicato il 03 Luglio 2026

Cgil, Cisl e Uil di Catania

Comunicato stampa 

“È necessario che la Pfizer illustri senza ulteriori rinvii il piano industriale e le reali intenzioni dell’azienda sul sito catanese”.

Dopo l’annuncio della procedura che porterà a 330 esuberi nello stabilimento Pfizer di Catania, Cgil, Cisl e Uil, e le loro categorie Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec UIL, chiedono che l’azienda esca definitivamente dall’ambiguità e illustri con chiarezza il piano industriale e le reali prospettive del sito produttivo etneo. Per le organizzazioni sindacali, infatti, la riduzione degli organici non può essere affrontata senza conoscere quale futuro Pfizer intenda riservare allo stabilimento catanese, tema sul quale da anni vengono richiesti chiarimenti e che oggi diventa non più rinviabile.

“Ricordiamo di avere sollecitato da tempo, e in più occasioni, un confronto trasparente sulle prospettive dello stabilimento, sulla sua sostenibilità industriale e sul destino delle produzioni. – scrivono i rappresentanti sindacali – Richieste rimaste finora prive di risposte sufficienti, mentre oggi si apre una fase estremamente delicata per centinaia di lavoratori e per un presidio produttivo che rappresenta uno dei punti di riferimento storici del settore farmaceutico in Sicilia.

La priorità è comprendere quale sia il progetto di Pfizer per Catania. I lavoratori e il territorio hanno il diritto di conoscere quale futuro l’azienda immagina per uno stabilimento che per decenni ha rappresentato un’eccellenza industriale e occupazionale”.

Parallelamente, Cgil, Cisl e Uil, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec UIL, 

chiedono un’assunzione di responsabilità immediata da parte delle istituzioni. Regione Siciliana e Governo nazionale devono dire con chiarezza quali iniziative concrete intendano mettere in campo per salvaguardare il futuro produttivo del sito e difendere un patrimonio industriale strategico per l’economia del territorio. È necessario aprire rapidamente un confronto istituzionale che affronti non soltanto la gestione degli esuberi annunciati, ma soprattutto le prospettive di continuità industriale dello stabilimento, evitando che Catania perda uno dei suoi principali insediamenti produttivi.

“La vicenda non può essere affrontata esclusivamente come una vertenza occupazionale. È una questione di politica industriale che riguarda l’intero territorio. Lasciare che una multinazionale come Pfizer ridimensioni progressivamente o peggio, abbandoni il sito catanese, avrebbe conseguenze profonde sul tessuto economico locale, sull’indotto e sull’attrattività industriale dell’area”.

Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre al sindaco di Catania, Enrico Trantino, di far sentire la propria voce. “Di fronte a una vertenza che coinvolge 330 lavoratori e uno degli stabilimenti simbolo della zona industriale, è legittimo attendersi una presa di posizione a favore di sindacati e lavoratori da parte del sindaco Trantino. Una crisi di tale portata non può lasciare indifferente la città”.

Cgil, Cisl e Uil e le categorie Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec UIL, 

ribadiscono infine il proprio impegno a tutela dei lavoratori e del futuro produttivo dello stabilimento, chiedendo che il confronto con azienda e istituzioni venga avviato senza ulteriori ritardi. 

Oggi intanto, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec UIL, hanno chiesto ufficialmente l’incontro al Ministero  delle Imprese e del Made in Italy.


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