Piano Casa 2026, UGL Sicilia: “Si riapre una stagione sul diritto all’abitare. Ora rafforzare gli IACP e garantire legalità”


Pubblicato il 02 Maggio 2026

comunicato sindacale

“Non si tratta di un semplice provvedimento, ma è il ritorno di un tema ormai dimenticato per troppi anni. Deve essere l’inizio di una nuova stagione in cui il diritto alla casa torna ad essere un diritto sociale primario, non un privilegio”.

Il segretario regionale UGL Sicilia, Carmelo Giuffrida, esprime soddisfazione per l’approvazione del Piano Casa 2026 da parte del Governo guidato da Giorgia Meloni, che riporta al centro dell’agenda pubblica il tema dell’abitare dopo oltre trent’anni.

“Per troppo tempo abbiamo denunciato l’abbandono del diritto all’accesso alla casa – prosegue Giuffrida –. La politica si è ritirata, lasciando spazio a un mercato immobiliare speculativo che ha prodotto famiglie schiacciate dai costi, giovani esclusi e lavoratori costretti a destinare fino al 47% del reddito all’abitare”.

La UGL Sicilia valuta positivamente le principali misure del Piano: il recupero del patrimonio ERP con 1,7 miliardi per 60.000 alloggi, il Fondo nazionale per l’Housing sociale da 3,6 miliardi e il coinvolgimento di investimenti privati con quote a canone calmierato.

La UGL Sicilia accoglie inoltre positivamente il rifinanziamento del Fondo Prima Casa da 670 milioni e le misure di sostegno alle famiglie, sottolineando la necessità di vigilare sul corretto utilizzo delle risorse per tutelare lavoratori e cittadini.

Resta centrale, tuttavia, il nodo operativo legato agli Istituti Autonomi Case Popolari. “Dopo decenni di abbandono si ritrovano senza personale adeguato per gestire programmazione, progettazione e investimenti. Non sono il problema, ma devono essere messi nelle condizioni di operare”, afferma Giuffrida.

Il segretario di UGL Sicilia chiede alla Regione Siciliana un piano straordinario di assunzioni, investimenti in digitalizzazione e formazione continua. “In queste condizioni, nessun piano potrà funzionare. Senza un impegno concreto si rischia di perdere risorse e fallire un’occasione storica”.

Attenzione anche sulle occupazioni abusive. “In molti contesti complessi penalizzano chi è in graduatoria e alimentano tensioni sociali. Serve una linea chiara. Le procedure di rilascio degli alloggi occupati illegittimamente devono essere rapide e giuste, accompagnate da politiche sociali reali per chi si trova in stato di bisogno”, conclude il segretario.


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