POLITICA&FAMIGLIA: CASA ROTA RISCHIA UN “DIVORZIO REFERENDARIO…ALL’ITALIANA?”


Pubblicato il 29 Ottobre 2016

di iena delle separazioni

Comunque vada, l’on. Concetta Raia…vincerà. “Miracoli” della politica siciliana? Forse. O forse anche di più: la sostanza? La famiglia Rota  è “refendariamente” divisa: il marito è per il “NO”, la moglie è per il “SI”. Un’ “unità familiare” che…va “in frantumi” sul crinale “Si/No”?

Paradossalmente, il tutto avviene mentre il marito, al secolo Rota Giacomo, da settimane scrive sulla sua bacheca facebook “post di fuoco” contro il “Si”.

Non solo, in questi giorni sta “pompando” l’evento per il “No” del 14 novembre. Organizzato dalla Cgil di Catania. Che esprime politicamente anche Concetta Raia. Che, però, è dentro “Sinistra per il sì.Al pari di Luisa Albanella, altra espressione politica del sindacato. Insomma, varietà di posizioni politiche? Democrazia reale? O forse, l’ennesima dimostrazione che -dentro la Cgil (come dentro il Pd)- sul referendum si gioca tutta una partita di “posizionamenti” e “riposizionamenti”: il merito (del referendum) a chi interessa davvero?

Ecco, intanto, il comunicato:

“Referendum costituzionale, a Catania si costituisce il comitato “sinistra per il Sì” sostenuto dalle deputate democratiche Luisa Albanella e Concetta Raia

Catania 28 ottobre 2016 – Si è costituito oggi pomeriggio anche a Catania il comitato  “Sinistra per il sì”, sostenuto dalle deputate democratiche catanesi Luisa Albanella, Camera dei Deputati e Concetta Raia  Ars e componente della direziona Nazionale del PD e che a livello nazionale ha avuto tra i primi sostenitori Luigi Berlinguer, Franco Cassano, Vannino Chiti, Cesare Damiano, Paola De Micheli, Piero Fassino, Anna Finocchiaro, Roberto Gualtieri, Alessandra Kustermann, Catiuscia Marini, Maurizio Martina, Matteo Mauri, Matteo Orfini, Andrea Orlando, Gianni Pittella, Luciano Pizzetti, Edo Ronchi, Sergio Staino, Mario Tronti, Salvatore Veca, Francesco Verducci, Sergio Zavoli, Nicola Zingaretti  e tantissimi altri.

“Noi, donne e uomini di sinistra, sosteniamo le ragioni del SI avendo a cuore il futuro del nostro Paese, la qualità della nostra democrazia e la necessità di sostenere politiche per il lavoro, per il welfare, per la solidarietà,  l’equità sociale e la partecipazione – hanno dichiarato le parlamentari democratiche – Sosteniamo l’idea di una politica capace di migliorare e rinnovare se stessa e le istituzioni rappresentative in cui i cittadini tornino a riconoscersi, per dare voce e protagonismo a tutti, a partire da chi non ha la forza di farsi sentire da solo”. “L’occasione referendaria non va sprecata anche perché l’Italia non può permettersi di ricominciare ancora tutto daccapo ancora una volta – proseguono, aderendo all’appello sottoscritto a livello nazionale –Le ragioni del no vanno certo rispettate, ma pensiamo che gli effetti di una bocciatura della riforma possano avere ripercussioni negativi per il Paese”.

 Anche a livello locale verrà preparato un documento, che potrà essere sottoscritto da quanti condividono la posizione. Hanno partecipato all’iniziativa di questo pomeriggio numerosi esponenti del partito democratico, rappresentanti dei vari circoli, sindaci e consiglieri comunali.

Nella provincia di Catania si sono già costituiti comitati di Sinistra per il sì ad Acireale, Biancavilla, Valverde e Acicastello. Imminente la costituzione al comune di San Gregorio. La consulta giovanile di Valverde ha indetto un dibattito per il 6 novembre.

“A chi la riforma l’ha approvata alla Camera o al Senato serietà e coerenza richiedono un impegno perché venga confermata anche dai cittadini – ha dichiarato Luisa Albanella –Ne va della credibilità di ognuno di noi”.

“Penso al nostro partito che non può incappare nel rischio di frantumarsi –  sottolinea Concetta Raia– il Pd ha bisogno di tutti perché le sfide che ci aspettano e sono, tante, immediate e fondamentali”.

Entrando nel merito, il progetto di riforma non tocca la prima parte delle Costituzione, ha avuto una lunga e proficua incubazione, è l’esito di un lavoro di confronto in Parlamento e nella società che ha consentito di approvare un testo migliorato rispetto a quello inizialmente proposto, con l’elezione diretta dei Senatori, l’innalzamento dei quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica e l’elezione di due giudici della Corte Costituzionale da parte del Senato. E, infine, con un importante apertura del PD e del Governo sulla modifica della legge elettorale.”

Insomma, si rischia la “crisi coniugal-referendaria”?  Per chiarire tutto, non sarebbe il caso di invitare alla prossima trasmissione sul referendum da un lato il marito Rota e dall’altro la moglie Raia? Voleranno i piatti?

Ma lì in alto, chi potrebbe “mettere pace”, magari un Angelo?

 

 

 


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